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INTERVISTA AL FONDATORE DI ANFUS (ASSOCIAZIONE NAZIONALE FUMISTI SPAZZACAMINI), DR. GIOVANNI PAOLETTI

images12 “ L’importanza del personale qualificato. Quali sono le cose importanti dalla progettazione alla manutenzione. Valutazione ecologica, economica e atmosferica degli impianti a legna”.

DOMANDA: A Progetto Fuoco importanti presenze: l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini, l’Anfus, sarà presente per evidenziare l’importanza delle proprie attività. Ma di tutto questo ce ne parla direttamente il Dr Giovanni Paoletti che è il fondatore di ANFUS e, attualmente, il Direttore della Scuola Professionale per Fumisti e Spazzacamini. Buongiorno..

RISPOSTA: Buongiorno a voi e grazie dell’invito.

DOMANDA: Allora, sono numerose le attività che illustrerete a Progetto Fuoco..

RISPOSTA Sì, inizieremo con le dimostrazioni pratiche di manutenzione delle canne fumarie, quindi i maestri spazzacamini saliranno sui tetti allestiti nel  grande piazzale della fiera,  due tetti che per noi sono due palestre che utilizziamo per la scuola nazionale dei maestri spazzacamini e queste dimostrazioni servono per far capire quanto sia difficile  in realtà fare lo spazzacamino oggi, non ci può essere più improvvisazione;  è un lavoro da tecnici, necessitano attrezzature specifiche  e l’ operatore che sale sul tetto deve essere molto  aggiornato tecnicamente ma anche molto allenato.

DOMANDA: Voi vi occupate dalla progettazione all’installazione,  alla pulizia e manutenzione degli impianti: quali sono le cose importanti da sapere?

RISPOSTA: Specifico che l’associazione che comprende  tre famiglie (la famiglia dei produttori, la famiglia degli istallatori che sono chiamati fumisti, la famiglia dei manutentori, quindi degli spazzacamini) è un associazione che cerca di seguire l intera filiera dell’impianto di combustione a biomassa legnosa, dalla produzione fino alla manutenzione e la parte di progettazione è molto importante. In questi anni noi abbiamo fondato il Centro Studi Nazionale e abbiamo scoperto che  un impianto di riscaldamento a biomassa legnosa è economico, è ecologico e sicuro, a condizione che tutti gli anelli che compongono questa catena per arrivare fino a casa del cittadino che utilizza la stufa o il caminetto o la caldaia a legna, siano rispettati. Questi anelli sono la produzione di apparecchi di combustione e impianti fumari secondo la normativa europea, quindi devono essere marcati CE. Il secondo passaggio è che la progettazione e il dimensionamento deve essere fatto da un progettista che utilizzi le schede tecniche pubblicate dai produttori e applichi  le normative di dimensionamento. La terza fase è quella dell’installazione che deve essere fatto da personale abilitato, ai sensi del DM 37/08, appunto del 2008, obbligatoriamente , vuol dire che a marzo 2008 lo Stato italiano ha riconosciuto nei caminetti e nelle stufe e negli impianti fumari degli impianti di riscaldamento. Lo sanno bene i 5 milioni di italiani che si riscaldano esclusivamente con caminetti e stufe e caldaie a legna. Passiamo avanti all’altro anello, che è quello del combustibile: il cliente proprietario si deve dotare esclusivamente di combustibile;  nel caso del pellet,  certificato e di qualità,  nel caso della legna, quindi del cippato e dei ciocchetti in legna, che sia legna che sia combustibile ben stagionato (chiediamo almeno tre anni). Dopo l acquisto della legna, il tipo di accensione e  anche questo è molto importante: i libretti di  utilizzo degli apparecchi indicano esattamente come deve essere acceso il caminetto o la stufa. Sembra una sciocchezza, ma nel caso degli impianti a caricamento automatico, caldaie e stufe a pellet,   questo aspetto non deve essere curato dal proprietario della casa o l’accenditore del fuoco,  ma nel caso di caminetti e stufe ha la sua importanza. Per ultimo c’è la manutenzione che deve essere effettuata da personale qualificato, specializzato, con attrezzature specifiche  per impianti fumari e per gli apparecchi e, per ultimo, cosa molto importante,  la manutenzione che deve essere programmata. Non aspettiamo che l’apparecchio abbia problemi di funzionalità (vuoi un po’ di fumo, vuoi una diminuzione del rendimento). Facciamo manutenzione secondo quello che è scritto nel libretto dell’ apparecchio e nella dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore dell’apparecchio. Di norma si segue come minimo una cadenza annuale per impianti che normalmente vengono utilizzati in inverno.

DOMANDA: Quali sono le difficoltà che può incontrare e che si possono incontrare con una persona poco esperta, non riconosciuta, dedita a questa attività?

RISPOSTA: Beh, prima di tutto abbiamo la sicurezza e la tutela delle cose. Noi ospitiamo un operatore non qualificato nella nostra casa? Ci penserei un attimo. La seconda è quella che la persona che noi chiamiamo per fare il lavoro dovrà salire sul tetto. E’ attrezzato? Ha la sua attrezzatura di sicurezza per salire sul tetto? Terza cosa, se è la prima volta che effettua la manutenzione,  io, come privato cittadino, mi aspetterei che il manutentore controllasse anche l’ impianto, magari anche incluso nel prezzo, perché no. Già queste tre cose fanno la differenza fra un operatore qualificato e uno che non lo è. Ricordo che in alcune zone d’Italia ancora qualche ditta, impresa di pulizie che non ha assolutamente il tipo di competenza sugli impianti termici (che sono ben altra cosa),  propone questo servizio e questo è tutto a discapito del  proprietario che riceve un servizio scarso e poco accurato, ma anche a discapito dell’impianto stesso.
Noi come associazione nazionale (siamo 530 aziende associate, divise nelle tre famiglie, come dicevo prima, per un totale di 9500 affiliati), abbiamo deciso di produrre una documentazione di qualità che passa attraverso la scuola nazionale, quindi le aziende e gli operatori che seguono il piano formativo possono utilizzare il marchio di qualità.

DOMANDA: Come ci vorrebbe in tutte le professioni..Senta, parliamo dell’attuale situazione in Italia ecologica, economica e atmosferica.

RISPOSTA: Interessante! Lei tocca tre argomenti del quotidiano, di queste settimane (freddo, timore del blocco del traffico) e sono esattamente i tre punti forti di un riscaldamento a legna. Ecologia: oggi gli impianti a legna sono estremamente ecologici. Economia: è ormai conosciuto a livello mondiale  che l impianto funzionante a legna, gli impianti termici di riscaldamento  delle case funzionante a legna sono i più economici. L’aspetto atmosferico (in questo caso, in queste settimane)  è che è l unico impianto che non ha bisogno di nulla. Può funzionare anche  in assenza di corrente elettrica, in assenza di arrivo del combustibile, in completa autonomia. Chi possiede un caminetto o una stufa, oggi  anche con due metri fuori di casa, può riscaldarsi comodamente.
Abbiamo due siti; il primo lo consigliamo agli Enti ed alle istituzioni: www.anfus.org .  L’altro  lo abbiamo costruito per gli operatori, per i produttori e per i progettisti ed è www.radiofuoco.com

DOMANDA: E tutto il programma della manifestazione che si terrà a Verona, ricordiamolo,  dal 22 al 26 febbraio 2012, è www.progettofuoco.com . Grazie Dr Paoletti e buon lavoro.

RISPOSTA: Grazie a voi.

Scarica l’intervista in formato .mp3 Dr. Giovanni Paoletti – ANFUS

Intervista a cura di Viliana Trombetta


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