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A Progetto Fuoco, il 24 febbraio si terrà un seminario tecnico-scientifico sulle valutazioni ambientali dell’impiego di biomasse legnose mediante analisi LCA. L’ intervista di Viliana Trombetta al Prof. Raffaele Cavalli, docente dell’Università di Padova.

images10DOMANDA: A Progetto Fuoco tra i seminari ce ne sarà uno tecnico scientifico, venerdì 24 febbraio,  sulle valutazioni ambientali dell’impiego di biomasse legnose mediante analisi LCA. L’analisi LCA valuta l’ impatto ambientale associato ad un prodotto, ma ne vogliamo parlare con il Prof. Raffaele Cavalli, che è relatore di questo seminario, Professore del Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali  dell’ Università di Padova. Buongiorno, professore.
RISPOSTA: Buongiorno.
DOMANDA:L’importanza di questo studio.
RISPOSTA: Sì, l’importanza è legata proprio alla metodologia che si vuole applicare nello studio, cioè la metodologia di analisi LCA o analisi del ciclo di vita. E’ una metodologia che consente di valutare le interazioni che un prodotto o un servizio ha con l ambiente, quindi è focalizzata in questo ambito e quello che è interessante di questa metodologia è che considera il cosiddetto ciclo di vita, ossia dal momento in cui il prodotto viene realizzato fino al momento in cui viene dismesso o eventualmente riciclato. Questa metodologia si adatta bene alla biomassa, in particolare alla biomassa legnosa, a fronte dei sempre più importanti utilizzi che questa biomassa ha a livello sia nazionale ma direi anche mondiale in generale.
DOMANDA: Ci sarebbero tre elementi importanti, mi corregga se sbaglio: la disponibilità delle risorse, le emissioni e i residui derivanti dalla combustione, perché il sistema legno-energie viene analizzato anche da un punto di vista ambientale e sociale
RISPOSTA: Sì, esatto, ha toccato veramente i tre punti sostanziali di questo tipo di analisi, cioè: il discorso della produzione, nel senso che produrre legno  significa ricavare legno da una risorsa naturale come sono i boschi e le foreste, però dobbiamo porci il problema che la continua domanda porterà, verosimilmente, a dei continui spostamenti di materiale anche da un continente all’altro come in parte sta già avvenendo  e questo chiaramente è un fatto che va analizzato attraverso i costi ambientali del trasferimento dei combustibili o dei prodotti di base del combustibile. L’altro aspetto che comunque ha effetto sull’ambiente sono evidentemente i  prodotti che derivano dalla combustione di questi materiali legnosi, quindi tutta la problematica delle emissioni che bisogna comparare ed analizzare sempre nella ricaduta che ha sull’ambiente in generale.
DOMANDA: Un’analisi di questo tipo può rispondere alla domanda: quale biomassa è più impattante fra il pellet e la legna?
RISPOSTA: Non ha questa capacità così raffinata di analisi, nel senso che comunque sia per il cippato  o il pellet o la legna, il materiale di partenza è sempre legno, quindi un materiale composto da lignina cellulosa ed è verosimile che le emissioni non siano così diversificate una dall’altra. Quello che vuol fare l’analisi del ciclo di vita è però quantificare queste emissioni, perché non è detto che partendo da un materiale “naturale” come si pretende di definire il legno, dalla sua combustione che è un processo di trasformazione termo-chimica non vengano emesse delle sostanze che vadano in qualche modo ad appesantire l’impatto ambientale. Il legno, nella sua combustione, nelle emissioni non è neutrale rispetto all’ambiente e quello che va fatto è esattamente valutare questo tipo di impatto  e considerare gli eventuali provvedimenti che possono essere messi in atto per sfruttare al massimo la cosiddetta naturalità del legno senza però impattare sull’ambiente.
DOMANDA: Ci possono essere però  delle problematiche e un analisi di questo tipo permette anche di individuare gli ambiti dove possano essere fatti dei miglioramenti…
RISPOSTA: Ecco, uno degli aspetti su cui ci si sta concentrando è evidentemente il fatto del rapporto che c’è tra consumo e la disponibilità di risorse Come dicevo in precedenza, l aumento del consumo di materiali combustibili legnosi, vuoi il cippato, vuoi il pellet, vuoi la legna,  sta comportando dei flussi che sono a livello nazionale, a livello continentale, ma anche a livello intercontinentale, per cui attualmente del cippato viene trasferito via nave in canada, in Europa, in Italia e  allora questo bisogno domandarci in maniera seria, accurata, scientificamente valida, se ha un significato e se questo trasferimento di materiale impatta, come probabile lo sia, con l’ambiente. Per cui, alla fine, quei piccoli benefici che si riesce a tratte dalla combustione del prodotto naturale come il legno vengono totalmente sorpassati da tutti gli impatti che il trasferimento del materiale comporta.
DOMANDA: Perché effettuare l’analisi del ciclo di vita di un prodotto? A chi interessa, soprattutto, perché poi immagino si parte da un inventario come base…
RISPOSTA: Sì, sì, l’ inventario è fondamentale per poter applicare in maniera corretta l’analisi del ciclo di vita e tanto più è raffinato l’inventario, quindi la conoscenza dei vari pesi che bisogna dare ai vari  elementi che compongono il sistema,   tanto migliore è la qualità della risposta che si riesce ad ottenere. Evidentemente queste piccole analisi interessa chi si occupa di politica e di pianificazione del settore; certamente non l’utente finale né chi produce in sé il materiale  legnoso, perché questo diventa una questione di politica energetica alla fine, perché questo è il punto dove  un’analisi LCA va a incidere. Può interessare in parte se si vuole  anche il livello produttivo, ma soprattutto in termini comparativi cioè quale è la linea produttiva che minimizza gli impatti ambientali, ecco …Ma direi  soprattutto a livello di pianificazione di politica energetica.
DOMANDA: L’ Università di Padova ha una continua collaborazione con Progetto Fuoco (che sappiamo è una biennale). Quali sono gli obiettivi da raggiungere insieme?
RISPOSTA: Il rapporto che si è instaurato ormai da più di dieci anni tra l’Università di Padova, ed in particolar modo il dipartimento per cui lavoro e Progetto Fuoco, ci consente di portare alla conoscenza anche del grande pubblico i risultati delle ricerche e le innovazioni che  vengono prodotte all’interno del nostro ambito universitario. E’ una sorta di palcoscenico, di vetrina che consente di trasferire informazioni sia attraverso l’attività convegnistica che curiamo per  alcuni aspetti, sia  anche da quest’ anno proprio con una presenza fisica di uno stand nel quale il dipartimento presenterà alcune novità delle sue attività di ricerca.

Puoi scaricare l’intervista in formato .mp3 Prof. Raffaele Cavalli
Viliana Trombetta


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