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I convegni di Progetto Fuoco: i nuovi incentivi per la termica da biomasse e gli effetti sul mercato di apparecchi e caldaie. La sicurezza sempre in primo piano. Intervista al Dr. Dante Bozzetto, Presidente di ASSOCOSMA (Associazione Nazionale Costruttori Sfufe).

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Le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili hanno fino ad ora riguardato in larga parte l’energia elettrica, sebbene il 48% dei consumi finali di energia rinnovabile attesi al 2020 dovrebbero essere costituiti da energia termica, secondo quanto indicato dalle proiezioni del Piano d’Azione Nazionale per l’energia da fonti rinnovabili (PAN). Un ruolo di primo piano dunque per l’energia termica del nostro Paese, considerando che già attualmente essa rappresenta oltre il 45% dei consumi finali di tutta l’energia, nella somma tra fonti tradizionali e rinnovabili.
Con l’approvazione del decreto attuativo dell’art. 28 del D. Lgs. 28/11 si definisce  l’ammontare dell’incentivo, la sua durata negli anni, le specifiche tecniche che devono avere apparecchi e caldaie a biomasse, gli standard qualitativi per pellet cippato e legna come requisito per poter beneficiare del sostegno economico. Il convegno è rivolto a tutti gli operatori della filiera, coinvolgendo le imprese del settore, i rappresentati dei ministeri che hanno prodotto i documenti attuativi, i rappresentanti delle forze politiche che seguono il settore “Legno-Energia”. Nella terza parte della seguente intervista viene inoltre illustrato il 1° Trofeo Internazionale “Fumisti oggi” 2012, finalizzato all’informazione e conoscenza delle nuove tecniche di progettazione, realizzazione e verifica dei sistemi di riscaldamento a legna. Non mancano  alcuni consigli pratici per la sicurezza in casa.

DOMANDA: Tra i convegni di Progetto Fuoco sarà presente anche Assocosma, (Associazione nazionale Costruttori e Stufe), abbiamo con noi il Presidente Dante Bozzetto, buongiorno…

RISPOSTA: Buongiorno

DOMANDA: sarete tra i protagonisti di un convegno che si terrà sabato 25 dove si parlerà degli effetti degli incentivi sul mercato di apparecchi e caldaie e delle opinioni delle imprese di settore. Però prima io vorrei parlare del nuovo decreto attuativo che recepisce la nuova direttiva europea sulle fonti di energia rinnovabile: apre una nuova fase e un nuovo sistema di incentivazione per la termica da biomasse prodotta da apparecchi domestici, caldaie e reti di teleriscaldamento. In questo convegno, appunto, si ha lo scopo di illustrare e commentare i contenuti dei nuovi incentivi prodotti da questi apparecchi, giusto?

RISPOSTA: Esattamente.

DOMANDA: Quali sono i punti?

RISPOSTA: Allora, beh, i punti, per quanto ci riguarda, sono: coinvolgere l’intera filiera dal produttore di energia sul bosco, quindi lavorare in sinergia per dare le opportunità dell’utilizzo corretto delle energie rinnovabili (l’energia rinnovabile è facilmente reperibile nel territorio). Noi, come associazione di categoria, sosteniamo da molto tempo la corretta installazione degli impianti e degli apparecchi, quindi in questo convegno ci vediamo come protagonisti di redattori dei produttori di apparecchi domestici che parleranno sicuramente dello sviluppo di ricerca e innovazione dei prodotti a livello tecnologico e a livello di sicurezza. Noi vogliamo fare la nostra parte per quanto riguarda le installazioni: sappiamo benissimo che, se fatte rispettando le normative vigenti, sono sicure (quindi evitiamo anche un problema di incendi delle case, delle canne fumarie) e soprattutto rispettano l’ambiente e dobbiamo trattare l’argomento come un autentico impianto termico (la stufa, la canna fumaria e l’energia della legna). Solo così facendo riusciremmo, rappresentando tutta la filiera, ad essere efficaci nella prevenzione degli incendi, nel rispetto dell’ambiente e nell’utilizzo di un’energia rinnovabile che a tutti gli effetti è a disposizione, si rigenera facilmente, è reperibile sul territorio;  per cui ritengo anche che questi aspetti, legati anche a ciò che avviene nei Paesi nordici già da diversi anni, si inizi anche a sensibilizzare sull’importanza della corretta informazione da parte dei tecnici ed installatori. Quindi, anziché scegliere la stufa come oggetto d’arredamento, scegliendo spesso lo sconto maggiore, è importante invece avere una consapevolezza diversa legata alla sicurezza della famiglia, perché la casa è sempre più ermetica … Parliamo di classificazione energetica degli edifici, per cui la stufa o il caminetto deve adeguarsi anche alla sicurezza, quindi: prese d’aria, canna fumaria, valorizzare il giusto impianto (che non sia né troppo piccolo né troppo grande). Questo è il lavoro che noi stiamo facendo insieme ad altri colleghi produttori di apparecchi.

DOMANDA: Quindi sono le più importanti specifiche tecniche che devono avere apparecchi e caldaie a biomasse?

RISPOSTA: Assolutamente. Guardi, le dirò che ci sono già delle normative che vanno a regolamentare il mercato, ma non c’è un organo  di controllo. Tutti possono fare tutto in questo momento dal punto di vista della liberalizzazione delle professioni dove vediamo quotidianamente, nel periodo autunnale fino in primavera, che i nostri prodotti vengono descritti sui media come cronaca nera per le esalazioni di monossido di carbonio, per l’incendio delle canne fumarie. Non parliamo poi di quando ci sono i divieti nei grandi centri, non ultimo a Vicenza qualche settimana fa, blocco delle auto Euro 3 e blocco di tutte le stufe e i caminetti. Siamo consapevoli che il problema esiste e possiamo intervenire positivamente, ovvero: come per le autovetture creano un blocco Euro 3, dobbiamo anche classificare le stufe e gli impianti; quindi dire: un impianto obsoleto non è sicuro e sicuramente inquina; un impianto di ultima generazione è tecnologicamente avanzato e, se installato correttamente, è sicuro e non inquina.

(fine parte 1)  ascolta l’intervista in formato .mp3  Assocosma – parte 1

DOMANDA: Quali sono le principali cause di incendio causati da progettazione, installazione e manutenzione di canne fumarie non eseguite correttamente?

RISPOSTA: Allora, la maggior parte delle cause sono le errate progettazioni da parte di chi ci precede, professionisti in genere, dal geometra, all’architetto, all’ingegnere, anche l impresa edile che spesso ha problematiche diverse legate magari  alla manovalanza. In questo senso noi stiamo facendo un percorso itinerante di convegni, coinvolgendo i comandanti dei vigili del fuoco gli territoriali che portano la loro esperienza in materia di incidenti domestici che sono ancora tantissimi in Italia. E’ un fenomeno che dobbiamo assolutamente contrastare perché poi i costi ricadono sulla collettività oltretutto, al di là dell’incolumità di chi cerca di andare a spegnere un incendio e al di là dell’incolumità della famiglia che spesso, come dicevo prima, andiamo a leggere sui giornali come cronaca nera.

DOMANDA: Ecco, ma la responsabilità di progettisti e installatori?

RISPOSTA:  Adesso, per quanto riguarda il territorio, si parla di responsabilità civile e penale coinvolgendo tutti gli addetti nel caso di incidente e viene coinvolto sia il fumista che ha fatto l’installazione per verificare le dichiarazioni di conformità, viene coinvolto il progettista, viene coinvolto l’impresario e va detto comunque  una cosa: spesso ci sono comunque dei venditori  quindi di stufe o caminetti o fumisti o pseudo tali che prediligono la vendita e basta, non la informazione corretta. Quindi, se facciamo una vendita senza accertarsi delle caratteristiche della canna fumaria, ne siamo direttamente responsabili e qui le leggi sono molto chiare in materia. Altra cosa molto importante è che il cittadino, il cliente, spesso ritiene una manutenzione un optional e anche qua c’è una grave responsabilità di chi  utilizza la stufa perché magari brucia le immondizie, brucia non correttamente nella stufa e quindi c’è un residuo importante ed è consigliabile, almeno una volta all’anno o ogni 40 quintali di legna, fare un controllo , una verifica, senza prendersi paura del costo dello spazzacamino, perché, se fatta con regolarità, costa meno. Innanzitutto bisogna avere degli spazzacamini professionali che sanno mettere le mani e che sanno fare le manutenzioni. Noi, in questa iniziativa che portiamo avanti illustreremo sabato 25, proporremo una manutenzione programmata; quindi, per lo spazzacamino significa fidelizzare il rapporto continuativo con il committente con un contratto continuativo che può essere di 5 -10 anni , per cui va a stabilire un prezzo accessibile, ma un impianto sicuro è più efficiente, non è pericoloso ed il rendimento è sempre il massimo.

DOMANDA: Quali sono i comuni errori che si possono incontrare attraverso una progettazione errata, un’installazione sbagliata?

RISPOSTA: I comuni errori, guardi, sono molteplici.  Allora, il più frequente è quello  di non verificare bene la canna fumaria. Il collegamento dell’impianto spesso viene fatto non tenendo conto magari del passaggio a tetto, del passaggio solaio in legno, dove spesso si passano con delle canne fumarie  a ridosso delle pareti infiammabili, quindi in legno o in materiali isolanti naturali, pensando che basti usare un prodotto certificato. Se andiamo a leggere le caratteristiche tecniche o il libretto dell’impianto di quel prodotto certificato, andiamo a verificare che bisogna mantenere le distanze di sicurezza (minimo attorno ai 10 cm), con materiali isolanti oppure altre tipologie di prodotti. Altra problematica è non tenere conto della presa d’aria. Se andiamo ad installare una stufa in una casa in classe A e non c’è un ricambio d’aria comburente, rischiamo di avere il monossido di carbonio in casa perché manca l’aria necessaria per garantire una corretta combustione. Questi, secondo me, sono i due aspetti maggiori. Poi c’è il combustibile: il combustibile (la nostra legna, il nostro pellet che andiamo a comperare dal  venditore di legna) spesso non è garantita l umidità della legna ,  per cui, io ho fatto un’installazione corretta, con un impianto ad alta efficienza energetica, però magari quella legna ha un’umidità  molto superiore al 20% quindi ecco che il mio impianto non sarà sicuro, non renderà bene, sporcherà molto, il vetro si sporca, ma soprattutto andiamo ad avere un alto residuo di incombusti nella canna fumaria  che possono incendiarsi, ecco.

DOMANDA: Quindi, ovviamente il cittadino che vuole affidarsi con fiducia  ad un operatore professionale,  si deve affidare a qualcuno con quali caratteristiche?

RISPOSTA:  Io consiglio di consultare nelle varie associazioni di categoria che rappresentano i vari fumisti che hanno fatto un percorso formativo, riconosciuti da crediti formativi,  farsi sempre rilasciare tutta la documentazione, con la dichiarazione di conformità, possibilmente fare una sequenza fotografica di tutto il lavoro, soprattutto anche a livello di costituzione della casa, la posa sulla canna fumaria, ecc, per documentare al meglio tutta l’installazione. Possibilmente trovare un fumista di fiducia che sia anche locale, che possa intervenire facilmente in caso di necessità.  Noi stiamo comunque valutando, come già avviene per esempio in provincia di Udine, sulle caldaie c’è l’organo di controllo a campione (quindi testano a campione) per prevenzione,  l idoneità e i rendimenti delle caldaie. Sicuramente bisognerà mettere in atto  un sistema simile anche per i camini e le stufe a legna in modo che ci sia veramente un organo di controllo che va a verificare la corretta posa e installazione.

DOMANDA:  Comunque dal vostro sito Assocosma si possono scaricare gratuitamente guide molto utili …

RISPOSTA: Sì, abbiamo redatto delle guide informative di semplice utilizzo per informare il professionista o il cittadino che si avvicina ad una scelta di acquisto di una stufa o di un caminetto per avere quelle informazioni utili  e necessarie, le cose da sapere e le normative di riferimento.

(fine parte seconda)     ascolta l’intervista  Assocosma – parte 2

  • Il Presidente Dante Bozzetto illustra il 1° Trofeo internazionale “Fumisti oggi” 2012, finalizzato all’informazione e conoscenza delle nuove tecniche di progettazione, realizzazione e verifica dei sistemi di riscaldamento a legna . Ascolta l’intervista Assocosma – parte 3

Intervista a cura di Viliana Trombetta


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