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	<title>Narada Press Communication</title>
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	<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:26:10 +0000</pubDate>
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		<title>SOLAREXPO 2012 - ASSOLTERM: ANCORA UN REBUS IL SOLARE TERMICO NELLE AREE URBANE.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 11:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nella giornata conclusiva di Solarexpo 2012, Assolterm è tornata ad affrontare il tema della possibile conciliazione tra obblighi e obiettivi del solare termico sul territorio locale, partecipando al convegno &#8220;Solare Termico e Fotovoltaico nelle aree urbane - obblighi di legge, restrizioni autorizzative&#8221;.

Verona - 11 Maggio 2012 - Conciliare gli obblighi di legge con gli obiettivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata conclusiva di Solarexpo 2012, Assolterm è tornata ad affrontare il tema della possibile conciliazione tra obblighi e obiettivi del solare termico sul territorio locale, partecipando al convegno &#8220;Solare Termico e Fotovoltaico nelle aree urbane - obblighi di legge, restrizioni autorizzative&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/450x60-se_2.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2244" title="450x60-se_2" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/450x60-se_2.gif" alt="450x60-se_2" /></a></p>
<p>Verona - 11 Maggio 2012 - Conciliare gli obblighi di legge con gli obiettivi di sviluppo del solare termico? Una sfida tutt&#8217;altro che chiusa quella della possibile sintesi tra le restrizioni autorizzative imposte nelle aree urbane e la necessità di sviluppo del solare termico. Un tema su cui si è tornato a dibattere nel corso del Convegno &#8220;Solare termico e fotovoltaico nelle aree urbane&#8221; ,  che si è svolto nella giornata conclusiva di Solarexpo 2012 a Verona  e a cui ha preso parte il Segretario Generale di Assolterm, Valeria Verga.<span id="more-2245"></span></p>
<p>Un&#8217;occasione per fare il punto sul ruolo strategico delle amministrazioni locali, sul quadro normativo, ma anche sulle restrizioni alle autorizzazioni nelle aree vincolate. Nel suo intervento il Segretario Generale di Assolterm ha ribadito l&#8217;importanza di avere un quadro legislativo facilitante e omogeneo per poter permettere un pieno sviluppo del solare termico anche nei contesti locali. Un contesto normativo che dovrebbe far leva anche su una maggiore semplificazione amministrativa a partire da una più efficace integrazione tra le politiche territoriali: promozione delle rinnovabili, salvaguardia del territorio, la tutela dei beni culturali e decarbonizzazione delle attività economiche.</p>
<p>«Il raggiungimento degli obiettivi al 2020 per il solare termico è strettamente connesso, adesso più che mai, al contesto legislativo - ha spiegato Valeria Verga -. Abbiamo bisogno di un quadro normativo &#8220;facilitante&#8221; che permetta a una tecnologia semplice ed economica, com&#8217;è quella del solare termico, di contribuire, a costi contenuti, al risparmio energetico delle famiglie, all&#8217;autonomia energetica di questo paese e al raggiungimento degli obiettivi al 2020».</p>
<p>Una necessità importante anche alla luce dell&#8217;andamento generale del mercato che, secondo le prime stime, nel 2011 ha fatto registrare una flessione compresa tra il 10 e il 20% rispetto all&#8217;anno precedente. Ombre che, però, non possono nascondere le enormi potenzialità di sviluppo del comparto.</p>
<p>Tra le priorità rintracciate dal Segretario Generale di Assolterm anche quella di rendere più snello, per l&#8217;utente finale, l&#8217;iter autorizzativo necessario all&#8217;istallazione di un impianto. «Complicare la vita in modo estenuante a chi vuole installare un impianto solare termico sul proprio tetto è il modo migliore per fermare la diffusione di queste tecnologie» ha ricordato Valeria Verga. Proprio il nodo delle autorizzazioni rimane, ancora oggi, il più difficile da sciogliere. Se per i piccoli impianti nelle aree non vincolate il quadro è abbastanza chiaro - dal momento che molte attività sono giudicate di &#8220;edilizia libera&#8221; e quindi richiedono solo una comunicazione preventiva al Comune - ben più complessa è la situazione per le aree vincolate. Aree in cui le Sovraintendenze non forniscono ancora criteri standard per l&#8217;integrazione degli impianti, decidendo caso per caso.</p>
<p>«È ora che i Ministeri dei Beni Culturali e dell&#8217;Ambiente, su un territorio per la maggior parte vincolato, parlino tra loro per integrare le rispettive politiche e definire obiettivi e criteri che permettano certezze di tempi, costi e risultati anche a livello locale. Quello che i Ministeri competenti non riescono a fare - ha poi aggiunto Valeria Verga, citando alcune recenti sentenze del TAR - finisce per essere &#8220;risolto&#8221; dai tribunali amministrativi attraverso le loro sentenze. Ma sappiamo bene che questo non è e non può essere il modo più efficiente e sostenibile di procedere».</p>
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		<title>Burden Sharing: entrato in vigore il decreto del 15 marzo 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 10:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Energie rinnovabili]]></category>

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		<category><![CDATA[burden sharing]]></category>

		<category><![CDATA[decreto 15 marzo 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[ Nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012 è stato pubblicato il Dm Sviluppo 15 marzo 2012 contenente la ripartizione regionale degli obiettivi italiani al 2020 di incremento delle fonti rinnovabili, il cosiddetto &#8220;Burden sharing&#8221;.
Il decreto esce con oltre 1.100 giorni di ritardo rispetto ai tempi stabiliti dal comma 167 dell&#8217;articolo 2 della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/sefa_iy_vertical.png"><img class="alignright size-full wp-image-2241" title="sefa_iy_vertical" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/sefa_iy_vertical.png" alt="sefa_iy_vertical" /></a> Nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012 è stato pubblicato il Dm Sviluppo 15 marzo 2012 contenente la ripartizione regionale degli obiettivi italiani al 2020 di incremento delle fonti rinnovabili, il cosiddetto &#8220;Burden sharing&#8221;.<span id="more-2240"></span></p>
<p>Il decreto esce con oltre 1.100 giorni di ritardo rispetto ai tempi stabiliti dal comma 167 dell&#8217;articolo 2 della Legge finanziaria 2008, così come modificato dall&#8217;articolo 8-bis del decreto legge 30  dicembre  2008,  convertito con modificazioni dalla legge n.  13/2009.<br />
Grazie al Burden sharing, che entra in vigore oggi stesso, ad ogni Regione e Provincia autonoma viene assegnata una quota minima di incremento dell&#8217;energia (elettrica, termica e trasporti) prodotta con fonti rinnovabili, per raggiungere l&#8217;obiettivo nazionale del 17% del consumo interno lordo entro il 2020.</p>
<p>Ai sensi del decreto, il consumo finale lordo di energia di una Regione o Provincia autonoma è dato dalla somma dei seguenti tre termini:<br />
a) consumi elettrici, compresi i consumi degli ausiliari di centrale, le perdite di rete e i consumi elettrici per trasporto;<br />
b) consumi di energia per riscaldamento e raffreddamento in tutti i settori, con esclusione del contributo dell&#8217;energia elettrica per usi termici;<br />
c) consumi per tutte le forme di trasporto, ad eccezione del trasporto elettrico e della navigazione internazionale.</p>
<p>Il decreto ministeriale inoltre introduce gli obiettivi regionali intermedi al 2012, 2014, 2016 e 2018 e determina anche le modalità di esercizio del potere sostitutivo del Governo nei casi di inadempienza delle Regioni. Ma è bene sottolineare che soltanto a partire dal 2016 gli obiettivi intermedi e finali risulteranno vincolanti.</p>
<p>Ricordiamo infine che, con Dm Sviluppo economico 14 gennaio 2012, l&#8217;Italia ha già adottato la metodologia necessaria per &#8220;&#8230;rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento e per i trasporti, coperti da fonti energetiche rinnovabili&#8221;.</p>
<p>A questo punto, sarà compito delle Regioni sviluppare politiche di contenimento dei rispettivi consumi finali lordi e promuovere iniziative di ulteriore incremento delle fonti rinnovabili, intervenendo in primis sui propri piani energetici regionali e sulle Linee guida per l&#8217;autorizzazione degli impianti.</p>
<p>Nel corso delle prossime settimane, Nextville.it verrà arricchito da nuove pagine dedicate - Regione per Regione - ad una analisi puntuale del Burden sharing e al monitoraggio delle iniziative regionali in merito.<br />
Riferimenti</p>
<p>• <strong>Dm 14 gennaio 2012 in Nextville (Norme e interpretazioni)</strong></p>
<p style="text-align: center;">Testo vigente oggi 05-04-2012<br />
Ministero dello sviluppo economico<br />
Decreto 14 gennaio 2012<br />
(So n. 28 alla Gu 14 febbraio 2012 n. 37)<br />
Approvazione della metodologia che, nell&#8217;ambito del sistema statistico nazionale in materia di energia, è applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento, e per i trasporti coperti da fonti energetiche rinnovabili</p>
<p>Il Ministro dello sviluppo economico</p>
<p>Visto il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 che attua la direttiva 2009/28/Ce sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili (di seguito: decreto legislativo n. 28 del 2011) ed in particolare l&#8217;articolo 40, comma 4, che prevede che entro il 31 dicembre 2011 il Ministro dello sviluppo economico approva la metodologia che, nell&#8217;ambito del sistema statistico nazionale in materia di energia, è applicata per rilevare i dati necessari a misurare, ai fini delle comunicazioni alla Commissione europea, il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento, e per i trasporti coperti da fonti energetiche rinnovabili;</p>
<p>Visto il medesimo articolo 40 che:</p>
<p>— al comma 2 stabilisce che il Gestore dei servizi energetici (di seguito Gse), tenuto conto delle norme stabilite in ambito Sistan e Eurostat, organizza e gestisce un sistema per il monitoraggio statistico dello stato di sviluppo delle fonti rinnovabili, idoneo a rilevare i dati necessari per misurare lo stato di raggiungimento degli obiettivi a livello sia nazionale, che regionale, e che permetta inoltre di stimare i risultati connessi alla diffusione delle fonti rinnovabili e all&#8217;efficienza energetica in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra;</p>
<p>— al comma 1 prevede che nei limiti delle risorse disponibili allo scopo, il Ministero dello sviluppo economico (di seguito Ministero) provvede ad integrare il sistema statistico in materia di energia;</p>
<p>— al comma 5 stabilisce che il Ministro dello sviluppo economico approva la metodologia da applicare per la verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi regionali, definiti ai sensi dell&#8217;articolo 37, comma 6, del decreto legislativo n. 28 del 2011;</p>
<p>Visto il Piano di azione nazionale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili (di seguito Pan), adottato ai  sensi dell&#8217;articolo 4 della direttiva 2009/28/Ce e trasmesso alla Commissione europea il 31 luglio 2010, che definisce gli  obiettivi nazionali e le misure al 2020, anche di carattere intermedio, per contenere i consumi finali e sviluppare quelli  di energia da fonti rinnovabili, nel settore elettrico, termico e dei trasporti, quantificando anche la quota conseguibile attraverso mezzi diversi dalla produzione nazionale, quali l&#8217;importazione di energia da altri paesi;</p>
<p>Visto il regolamento (Ce) n. 1099/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativo alle statistiche dell&#8217;energia e successive modificazioni;</p>
<p>Vista la direttiva 2009/28/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili, ed in particolare le modalità per il calcolo della quota di energia da fonti rinnovabili indicate all&#8217;articolo 5;</p>
<p>Visto l&#8217;Energy Statistics Manual predisposto dall&#8217;International Energy Agency — Iea e da Eurostat, in particolare nelle sezioni dedicate alle classificazioni degli impianti e delle fonti, nonché i documenti e manuali di accompagnamento ai questionari per la predisposizione, da parte dei paesi Membri, dei questionari stessi;</p>
<p>Visto il decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 e successive modificazioni che agli articoli 7 e 11 prevede per i soggetti pubblici e privati l&#8217;obbligo di fornire i dati statistici rilevanti per il Piano statistico nazionale (Psn) e stabilisce le corrispondenti sanzioni amministrative e pecuniarie in caso di violazione;</p>
<p>Considerato che per il settore dell&#8217;energia elettrica il sistema di rilevazione e monitoraggio statistico è ormai sviluppato e consolidato, e consente di rispondere adeguatamente ai flussi informativi richiesti dalla citata direttiva, sia a livello nazionale che a livello regionale;</p>
<p>Considerato che per i settori termico e dei trasporti le informazioni statistiche non sono disponibili col medesimo grado di approfondimento del settore elettrico e che pertanto si rende necessaria un&#8217;implementazione del sistema nonché lo sviluppo di specifiche metodologie di calcolo;</p>
<p>Vista la proposta di metodologia predisposta dal Gse in cui sono individuati i dati puntuali da rilevare per descrivere e monitorare il consumo delle fonti energetiche rinnovabili nel settore del calore e dei trasporti, utili per la costruzione degli indicatori-obiettivo e per il monitoraggio statistico dei consumi delle singole fonti;</p>
<p>Visto il sistema informativo di monitoraggio statistico, messo a punto dal Gse, denominato Simeri — Sistema italiano per il monitoraggio delle energie rinnovabili — nel  quale confluiscono i dati necessari alla verifica del raggiungimento dei risultati di produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili;</p>
<p>Ritenuto che la suddetta metodologia è corrispondente alle finalità espresse dall&#8217;articolo 40, comma 1, del decreto legislativo n. 28 del 2011, e assicura:</p>
<p>— il monitoraggio degli obiettivi nazionali, intermedi e al 2020, in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento, e per i trasporti, coperti da fonti energetiche rinnovabili;</p>
<p>— la possibilità di ottenere, nel tempo, la coerenza tra il monitoraggio e il bilancio energetico nazionale;</p>
<p>— la disponibilità dei dati necessari alla predisposizione delle relazioni di cui all&#8217;articolo 22 della direttiva 2009/28/Ce;</p>
<p>Considerato inoltre che, in attuazione dell&#8217;articolo 40 del decreto legislativo n. 28 del 2011, il GSE procederà a integrare Simeri con i seguenti ulteriori elementi:</p>
<p>— il monitoraggio di eventuali progetti  comuni e trasferimenti statistici realizzati con altri Stati membri ai sensi dell&#8217;articolo 35 comma 1, lettera d), e articolo 37, comma 4, lettera a), del decreto legislativo n. 28 del 2011, nonchè quelli relativi ai progetti comuni con Paesi terzi, di cui articolo 36, comma 1, lettera c) del medesimo decreto;</p>
<p>— la stima a livello nazionale della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra risultanti dalla diffusione delle fonti rinnovabili e all&#8217;efficienza energetica;</p>
<p>— la stima delle ricadute industriali ed occupazionali connesse con la diffusione delle fonti rinnovabili e alla promozione dell&#8217;efficienza energetica;</p>
<p>Ritenuto che il monitoraggio nazionale costituisce anche il riferimento per lo sviluppo del sistema di monitoraggio degli obiettivi regionali, intermedi e al 2020, in materia di quote dei consumi finali lordi di energia coperti da fonti energetiche rinnovabili, stabiliti in attuazione dell&#8217;articolo 2, comma 167, della legge 24 dicembre 2007, n. 244;</p>
<p>Emana</p>
<p>il seguente decreto:<br />
Articolo 1<br />
Oggetto</p>
<p>1. In attuazione dell&#8217;articolo 40, comma 4, del decreto legislativo n. 28 del 2011, e nel rispetto delle finalità di cui al medesimo articolo 40, comma 1, è approvata la metodologia riportata nell&#8217;allegato 1 che forma parte integrante del presente decreto. La metodologia è applicata, nell&#8217;ambito del sistema statistico nazionale in materia di energia, per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quota complessiva di energia da fonti rinnovabili per il riscaldamento e il raffrescamento sul consumo finale lordo di energia e di quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti.</p>
<p>2. Per il settore elettrico, la metodologia di rilevazione è basata:</p>
<p>a. per quanto riguarda il solare fotovoltaico e gli impianti di potenza inferiore ai 200 kW, sugli archivi amministrativi o rilevazione diretta del Gse relativi agli incentivi e alle certificazioni di impianto;</p>
<p>b. per quanto riguarda tutte le altre forme di generazione elettrica da fonti rinnovabili, su dati rilevati direttamente da Terna presso gli operatori che Terna stessa è tenuta a trasmettere annualmente al Gse.</p>
<p>3. Per il settore termico e dei trasporti, la metodologia è articolata nei seguenti dieci temi statistici,  riportati nell&#8217;allegato 1, a ciascuno dei quali corrisponde una specifica scheda:</p>
<p>I. Calore derivato, ovvero prodotto da impianti del settore della trasformazione di fonti primarie e ceduto a terzi;</p>
<p>II. Energia geotermica;</p>
<p>III. Energia solare termica;</p>
<p>IV. Rifiuti;</p>
<p>V. Biomasse solide;</p>
<p>VI. Bioliquidi;</p>
<p>VII. Biogas;</p>
<p>VIII. Pompe di calore;</p>
<p>IX. Biocarburanti e biometano;</p>
<p>X. Energia elettrica nei trasporti.</p>
<p>4. I dati e le informazioni raccolti dal Gse in applicazione della metodologia di cui al comma 1 sono utilizzati per l&#8217;elaborazione del Bilancio energetico nazionale, per le altre statistiche del sistema statistico nazionale afferenti le fonti rinnovabili di energia nonché per le statistiche energetiche nazionali da inviare all&#8217;Ufficio statistiche della Commissione europea.<br />
Articolo 2<br />
Obbligo di trasmissione dati</p>
<p>1. I soggetti pubblici e, su richiesta del Gse, i soggetti privati, titolari di informazioni necessarie all&#8217;implementazione del sistema, sono tenuti a fornire i dati a loro disposizione necessari alle rilevazioni statistiche di cui alle schede riportate nell&#8217;allegato 1. I dati sono forniti secondo le modalità operative indicate dal Gse e per le sole finalità statistiche di cui all&#8217;articolo 40 del decreto legislativo n. 28 del 2011.</p>
<p>2. Le sanzioni stabilite dal decreto legislativo n. 322 del 1989 si applicano ai soggetti pubblici e privati che, senza giustificato motivo, non ottemperino, nei tempi e nei modi stabiliti, all&#8217;obbligo di fornire i dati a loro disposizione necessari alle rilevazioni statistiche di cui al comma 1.<br />
Articolo 3<br />
Modalità e tempi per la rilevazione</p>
<p>1. Entro il 15 settembre di ogni anno, il Gse provvede, per ogni fonte rinnovabile, alla rilevazione dei dati secondo le modalità riportate nelle schede di cui all&#8217;allegato 1.</p>
<p>2. Il Gse, verificata l&#8217;attendibilità dei dati, provvede alla loro elaborazione, ed entro il 30 ottobre di ogni anno invia al Ministero un rapporto di monitoraggio statistico contenente i dati necessari per la trasmissione a Eurostat, da effettuarsi entro il 30 novembre di ogni anno. I dati statistici riportati nel rapporto sono coerenti e confrontabili con quelli contenuti nelle comunicazioni del Ministero alla Commissione europea ed a Eurostat.</p>
<p>3. Il rapporto di cui al comma 2 è articolato nei tre principali settori di utilizzo delle energie rinnovabili, elettrico, termico e trasporti, ed ha i seguenti contenuti:</p>
<p>a. settore elettrico: dati statistici relativi al numero degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte energetica rinnovabile (Fer), alla potenza installata e all&#8217;energia prodotta, sia in valore assoluto che in termini di variazione rispetto agli anni precedenti, per ciascuna fonte rinnovabile, a livello nazionale, regionale e provinciale in forma aggregata, nonché il confronto dei dati sugli impianti a fonti rinnovabili a livello europeo;</p>
<p>b. settore termico: per ciascuna  fonte  rinnovabile, approfondimenti e dati relativi alla distribuzione degli impieghi tra il settore della trasformazione e usi finali, entrambi articolati per settore di utilizzo finale, in valore assoluto e in termini di variazioni rispetto agli anni precedenti;</p>
<p>c. settore dei trasporti: approfondimenti e dati relativi all&#8217;utilizzo di biocarburanti e energia elettrica per i trasporti.</p>
<p>Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.</p>
<p>Roma, 14 gennaio 2012.</p>
<p><strong>• Dm 15 marzo 2012 - Burden Sharing in Nextville (Norme e interpretazioni)</strong></p>
<p style="text-align: center;">http://www.nextville.it/normativa/1683/</p>
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		<item>
		<title>Ministero Sviluppo Economico: metodologia per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di energia rinnovabile</title>
		<link>http://www.naradapress.eu/news/lista-news/ministero-sviluppo-economico-metodologia-per-rilevare-i-dati-necessari-a-misurare-il-grado-di-raggiungimento-degli-obiettivi-nazionali-in-materia-di-energia-rinnovabile/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 18:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[HOMEPAGE]]></category>

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		<category><![CDATA[ministero dello sviluppo economico]]></category>

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		<description><![CDATA[ Il Ministero dello sviluppo economico ha approvato la metodologia che, nell&#8217;ambito del sistema statistico nazionale in materia di energia, viene applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento, e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images13.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2236" title="images13" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images13.jpg" alt="images13" /></a> Il Ministero dello sviluppo economico ha approvato la metodologia che, nell&#8217;ambito del sistema statistico nazionale in materia di energia, viene applicata per rilevare i dati necessari a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi nazionali in materia di quote dei consumi finali lordi di elettricità, energia per il riscaldamento e il raffreddamento, e per i trasporti coperti da fonti energetiche rinnovabili.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/dm14genn12_mse.pdf">D.M. 14 gennaio 2012 </a></p>
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		<title>I convegni di Progetto Fuoco: i nuovi incentivi per la termica da biomasse e gli effetti sul mercato di apparecchi e caldaie. La  sicurezza sempre in primo piano. Intervista al Dr. Dante Bozzetto, Presidente di ASSOCOSMA (Associazione Nazionale Costruttori Sfufe).</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 10:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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Le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili hanno fino ad ora riguardato in larga parte l’energia elettrica, sebbene il 48% dei consumi finali di energia rinnovabile attesi al 2020 dovrebbero essere costituiti da energia termica, secondo quanto indicato dalle proiezioni del Piano d’Azione Nazionale per l’energia da fonti rinnovabili (PAN). Un ruolo di primo piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/progetto_fuoco_20121.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2227" title="progetto_fuoco_20121" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/progetto_fuoco_20121.jpg" alt="progetto_fuoco_20121" /></a></p>
<p>Le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili hanno fino ad ora riguardato in larga parte l’energia elettrica, sebbene il 48% dei consumi finali di energia rinnovabile attesi al 2020 dovrebbero essere costituiti da energia termica, secondo quanto indicato dalle proiezioni del Piano d’Azione Nazionale per l’energia da fonti rinnovabili (PAN). Un ruolo di primo piano dunque per l’energia termica del nostro Paese, considerando che già attualmente essa rappresenta oltre il 45% dei consumi finali di tutta l’energia, nella somma tra fonti tradizionali e rinnovabili.<br />
Con l’approvazione del <strong>decreto attuativo dell’art. 28 del D. Lgs. 28/11</strong> si definisce  l’ammontare dell’incentivo, la sua durata negli anni, le specifiche tecniche che devono avere apparecchi e caldaie a biomasse, gli standard qualitativi per pellet cippato e legna come requisito per poter beneficiare del sostegno economico. Il convegno è rivolto a tutti gli operatori della filiera, coinvolgendo le imprese del settore, i rappresentati dei ministeri che hanno prodotto i documenti attuativi, i rappresentanti delle forze politiche che seguono il settore “Legno-Energia”. Nella terza parte della seguente intervista viene inoltre illustrato il 1° Trofeo Internazionale “Fumisti oggi” 2012, finalizzato all’informazione e conoscenza delle nuove tecniche di progettazione, realizzazione e verifica dei sistemi di riscaldamento a legna. Non mancano  alcuni consigli pratici per la sicurezza in casa. <span id="more-2221"></span></p>
<p><strong>DOMANDA: Tra i convegni di Progetto Fuoco sarà presente anche Assocosma, (Associazione nazionale Costruttori e Stufe), abbiamo con noi il Presidente Dante Bozzetto, buongiorno…</strong></p>
<p>RISPOSTA: Buongiorno</p>
<p><strong>DOMANDA: sarete tra i protagonisti di un convegno che si terrà sabato 25 dove si parlerà degli effetti degli incentivi sul mercato di apparecchi e caldaie e delle opinioni delle imprese di settore. Però prima io vorrei parlare del nuovo decreto attuativo che recepisce la nuova direttiva europea sulle fonti di energia rinnovabile: apre una nuova fase e un nuovo sistema di incentivazione per la termica da biomasse prodotta da apparecchi domestici, caldaie e reti di teleriscaldamento. In questo convegno, appunto, si ha lo scopo di illustrare e commentare i contenuti dei nuovi incentivi prodotti da questi apparecchi, giusto? </strong></p>
<p>RISPOSTA: Esattamente.</p>
<p><strong>DOMANDA: Quali sono i punti?</strong></p>
<p>RISPOSTA: Allora, beh, i punti, per quanto ci riguarda, sono: coinvolgere l’intera filiera dal produttore di energia sul bosco, quindi lavorare in sinergia per dare le opportunità dell’utilizzo corretto delle energie rinnovabili (l’energia rinnovabile è facilmente reperibile nel territorio). Noi, come associazione di categoria, sosteniamo da molto tempo la corretta installazione degli impianti e degli apparecchi, quindi in questo convegno ci vediamo come protagonisti di redattori dei produttori di apparecchi domestici che parleranno sicuramente dello sviluppo di ricerca e innovazione dei prodotti a livello tecnologico e a livello di sicurezza. Noi vogliamo fare la nostra parte per quanto riguarda le installazioni: sappiamo benissimo che, se fatte rispettando le normative vigenti, sono sicure (quindi evitiamo anche un problema di incendi delle case, delle canne fumarie) e soprattutto rispettano l’ambiente e dobbiamo trattare l’argomento come un autentico impianto termico (la stufa, la canna fumaria e l’energia della legna). Solo così facendo riusciremmo, rappresentando tutta la filiera, ad essere efficaci nella prevenzione degli incendi, nel rispetto dell’ambiente e nell’utilizzo di un’energia rinnovabile che a tutti gli effetti è a disposizione, si rigenera facilmente, è reperibile sul territorio;  per cui ritengo anche che questi aspetti, legati anche a ciò che avviene nei Paesi nordici già da diversi anni, si inizi anche a sensibilizzare sull’importanza della corretta informazione da parte dei tecnici ed installatori. Quindi, anziché scegliere la stufa come oggetto d’arredamento, scegliendo spesso lo sconto maggiore, è importante invece avere una consapevolezza diversa legata alla sicurezza della famiglia, perché la casa è sempre più ermetica … Parliamo di classificazione energetica degli edifici, per cui la stufa o il caminetto deve adeguarsi anche alla sicurezza, quindi: prese d’aria, canna fumaria, valorizzare il giusto impianto (che non sia né troppo piccolo né troppo grande). Questo è il lavoro che noi stiamo facendo insieme ad altri colleghi produttori di apparecchi.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>DOMANDA: Quindi sono le più importanti specifiche tecniche che devono avere apparecchi e caldaie a biomasse?</strong></p>
<p>RISPOSTA: Assolutamente. Guardi, le dirò che ci sono già delle normative che vanno a regolamentare il mercato, ma non c’è un organo  di controllo. Tutti possono fare tutto in questo momento dal punto di vista della liberalizzazione delle professioni dove vediamo quotidianamente, nel periodo autunnale fino in primavera, che i nostri prodotti vengono descritti sui media come cronaca nera per le esalazioni di monossido di carbonio, per l’incendio delle canne fumarie. Non parliamo poi di quando ci sono i divieti nei grandi centri, non ultimo a Vicenza qualche settimana fa, blocco delle auto Euro 3 e blocco di tutte le stufe e i caminetti. Siamo consapevoli che il problema esiste e possiamo intervenire positivamente, ovvero: come per le autovetture creano un blocco Euro 3, dobbiamo anche classificare le stufe e gli impianti; quindi dire: un impianto obsoleto non è sicuro e sicuramente inquina; un impianto di ultima generazione è tecnologicamente avanzato e, se installato correttamente, è sicuro e non inquina.</p>
<p>(fine parte 1)  ascolta l&#8217;intervista in formato .mp3  <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/assocosma-11.mp3">Assocosma - parte 1</a></p>
<p><strong>DOMANDA: Quali sono le principali cause di incendio causati da progettazione, installazione e manutenzione di canne fumarie non eseguite correttamente?<br />
</strong><br />
RISPOSTA: Allora, la maggior parte delle cause sono le errate progettazioni da parte di chi ci precede, professionisti in genere, dal geometra, all’architetto, all’ingegnere, anche l impresa edile che spesso ha problematiche diverse legate magari  alla manovalanza. In questo senso noi stiamo facendo un percorso itinerante di convegni, coinvolgendo i comandanti dei vigili del fuoco gli territoriali che portano la loro esperienza in materia di incidenti domestici che sono ancora tantissimi in Italia. E’ un fenomeno che dobbiamo assolutamente contrastare perché poi i costi ricadono sulla collettività oltretutto, al di là dell’incolumità di chi cerca di andare a spegnere un incendio e al di là dell’incolumità della famiglia che spesso, come dicevo prima, andiamo a leggere sui giornali come cronaca nera.</p>
<p><strong>DOMANDA: Ecco, ma la responsabilità di progettisti e installatori?</strong></p>
<p>RISPOSTA:  Adesso, per quanto riguarda il territorio, si parla di responsabilità civile e penale coinvolgendo tutti gli addetti nel caso di incidente e viene coinvolto sia il fumista che ha fatto l’installazione per verificare le dichiarazioni di conformità, viene coinvolto il progettista, viene coinvolto l’impresario e va detto comunque  una cosa: spesso ci sono comunque dei venditori  quindi di stufe o caminetti o fumisti o pseudo tali che prediligono la vendita e basta, non la informazione corretta. Quindi, se facciamo una vendita senza accertarsi delle caratteristiche della canna fumaria, ne siamo direttamente responsabili e qui le leggi sono molto chiare in materia. Altra cosa molto importante è che il cittadino, il cliente, spesso ritiene una manutenzione un optional e anche qua c’è una grave responsabilità di chi  utilizza la stufa perché magari brucia le immondizie, brucia non correttamente nella stufa e quindi c’è un residuo importante ed è consigliabile, almeno una volta all’anno o ogni 40 quintali di legna, fare un controllo , una verifica, senza prendersi paura del costo dello spazzacamino, perché, se fatta con regolarità, costa meno. Innanzitutto bisogna avere degli spazzacamini professionali che sanno mettere le mani e che sanno fare le manutenzioni. Noi, in questa iniziativa che portiamo avanti illustreremo sabato 25, proporremo una manutenzione programmata; quindi, per lo spazzacamino significa fidelizzare il rapporto continuativo con il committente con un contratto continuativo che può essere di 5 -10 anni , per cui va a stabilire un prezzo accessibile, ma un impianto sicuro è più efficiente, non è pericoloso ed il rendimento è sempre il massimo.</p>
<p><strong>DOMANDA: Quali sono i comuni errori che si possono incontrare attraverso una progettazione errata, un’installazione sbagliata?</strong></p>
<p>RISPOSTA: I comuni errori, guardi, sono molteplici.  Allora, il più frequente è quello  di non verificare bene la canna fumaria. Il collegamento dell’impianto spesso viene fatto non tenendo conto magari del passaggio a tetto, del passaggio solaio in legno, dove spesso si passano con delle canne fumarie  a ridosso delle pareti infiammabili, quindi in legno o in materiali isolanti naturali, pensando che basti usare un prodotto certificato. Se andiamo a leggere le caratteristiche tecniche o il libretto dell’impianto di quel prodotto certificato, andiamo a verificare che bisogna mantenere le distanze di sicurezza (minimo attorno ai 10 cm), con materiali isolanti oppure altre tipologie di prodotti. Altra problematica è non tenere conto della presa d’aria. Se andiamo ad installare una stufa in una casa in classe A e non c’è un ricambio d’aria comburente, rischiamo di avere il monossido di carbonio in casa perché manca l’aria necessaria per garantire una corretta combustione. Questi, secondo me, sono i due aspetti maggiori. Poi c’è il combustibile: il combustibile (la nostra legna, il nostro pellet che andiamo a comperare dal  venditore di legna) spesso non è garantita l umidità della legna ,  per cui, io ho fatto un’installazione corretta, con un impianto ad alta efficienza energetica, però magari quella legna ha un’umidità  molto superiore al 20% quindi ecco che il mio impianto non sarà sicuro, non renderà bene, sporcherà molto, il vetro si sporca, ma soprattutto andiamo ad avere un alto residuo di incombusti nella canna fumaria  che possono incendiarsi, ecco.</p>
<p><strong>DOMANDA: Quindi, ovviamente il cittadino che vuole affidarsi con fiducia  ad un operatore professionale,  si deve affidare a qualcuno con quali caratteristiche?</strong></p>
<p>RISPOSTA:  Io consiglio di consultare nelle varie associazioni di categoria che rappresentano i vari fumisti che hanno fatto un percorso formativo, riconosciuti da crediti formativi,  farsi sempre rilasciare tutta la documentazione, con la dichiarazione di conformità, possibilmente fare una sequenza fotografica di tutto il lavoro, soprattutto anche a livello di costituzione della casa, la posa sulla canna fumaria, ecc, per documentare al meglio tutta l’installazione. Possibilmente trovare un fumista di fiducia che sia anche locale, che possa intervenire facilmente in caso di necessità.  Noi stiamo comunque valutando, come già avviene per esempio in provincia di Udine, sulle caldaie c’è l’organo di controllo a campione (quindi testano a campione) per prevenzione,  l idoneità e i rendimenti delle caldaie. Sicuramente bisognerà mettere in atto  un sistema simile anche per i camini e le stufe a legna in modo che ci sia veramente un organo di controllo che va a verificare la corretta posa e installazione.</p>
<p><strong>DOMANDA:  Comunque dal vostro sito Assocosma si possono scaricare gratuitamente guide molto utili …</strong></p>
<p>RISPOSTA: Sì, abbiamo redatto delle guide informative di semplice utilizzo per informare il professionista o il cittadino che si avvicina ad una scelta di acquisto di una stufa o di un caminetto per avere quelle informazioni utili  e necessarie, le cose da sapere e le normative di riferimento.</p>
<p>(fine parte seconda)     ascolta l&#8217;intervista  <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/assocosma-2.mp3">Assocosma - parte 2</a></p>
<ul>
<li>Il Presidente Dante Bozzetto illustra il 1° Trofeo internazionale “Fumisti oggi” 2012, finalizzato all’informazione e conoscenza delle nuove tecniche di progettazione, realizzazione e verifica dei sistemi di riscaldamento a legna . Ascolta l&#8217;intervista <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/assocosma-concorso.mp3">Assocosma - parte 3</a></li>
</ul>
<p>Intervista a cura di Viliana Trombetta</p>
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		<title>PROGETTO FUOCO: LA PAROLA ALLE AZIENDE</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 11:18:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Senza alcun dubbio, Progetto Fuoco rappresenta la vetrina delle eccellenze italiane  per quanto riguarda i vari settori del riscaldamento attraverso l&#8217;utilizzo de legno e delle biomasse, dalla raccolta, alla lavorazione, alla produzione di materiale da combustione e dai caminetti alle stufe più sofisticate ed eleganti. Tecnologia ed avanguardia in primissimo piano soprattutto nel campo della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza alcun dubbio, Progetto Fuoco rappresenta la vetrina delle eccellenze italiane  per quanto riguarda i vari settori del riscaldamento attraverso l&#8217;utilizzo de legno e delle biomasse, dalla raccolta, alla lavorazione, alla produzione di materiale da combustione e dai caminetti alle stufe più sofisticate ed eleganti. Tecnologia ed avanguardia in primissimo piano soprattutto nel campo della sicurezza. Abbiamo intervistato alcune delle aziende presenti, per conoscere in anteprima le novità presentate. Progetto Fuoco è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, dal Ministero delle Attività Produttive e dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie.</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/stufe1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2212" title="stufe1" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/stufe1.jpg" alt="stufe1" /></a><span id="more-2206"></span></p>
<ul>
<li><strong>PALAZZETTI ELIO SPA - INTERVISTA ALLA RESPONSABILE MARKETING E COMUNICAZIONE, D.SSA CHIARA PALAZZETTI </strong></li>
</ul>
<p><strong>DOMANDA: Tra le aziende presenti a Progetto Fuoco 2012, la Palazzetti Lelio SpA, una delle aziende leader a livello europeo e mondiale nel settore del riscaldamento domestico a biomassa legnosa (legna e pellet). Ne parliamo con la responsabile marketing e comunicazione D.ssa Chiara Palazzetti…. buongiorno….Quali saranno le novità presentate quest’anno?</strong><br />
RISPOSTA: Buongiorno. Quest’anno, per noi, Progetto Fuoco si conferma una manifestazione molto tecnica, per operatori di settore, per cui andiamo nella direzione di offrire tutte le novità tecniche più importanti. Tra queste, sicuramente merita di essere citata, tutta una serie di prodotti idro, sia professionali che non, quindi sia prodotti che si possono mettere in cantina proprio per sostituire la normale caldaia, sia prodotti da salotto che però sono collegabili all’impianto idraulico di casa, per cui noi possiamo riscaldare tutta la casa esclusivamente utilizzando le biomasse (quindi o il pellet o la legna). Questa è per noi  sicuramente la novità forte più importante. Oltre questo, abbiamo previsto anche dei prodotti che vanno nella direzione delle nuove esigenze di consumo, per cui verso le case passive ad esempio, le case ecologiche che hanno esigenze più ridotte in termini di kilowatt  di potenze per cui abbiamo studiato delle stufe adatte per questo tipo di abitazioni, che sono molto più moderne e meno energivore, ecco (così si dice) . Queste sono concettualmente le due cose più importanti. Vorrei citare la collaborazione con la designer Agata Ruiz de la Prada che collabora con noi ormai da un paio d’anni  e sarà presente in fiera il 22,  la prima mattina, con noi e insieme a lei ci saranno anche l’ Arch. Iosaghini, l’Arch. Fumagalli  e gli architetti dello Studio Bizzarri che hanno  collaborato e hanno fatto delle linee di prodotti esclusive  per noi. Questa è anche una novità per la nostra azienda e addirittura una parte intera  dello stand sarà dedicata proprio a questa sezione design e collaborazioni esterne.<br />
In ultimo portiamo e presentiamo (in realtà non è proprio una novità, ma è una novità per il mercato italiano) il nostro dispositivo per l’abbattimento delle polvere sottili. Sappiamo che oggi in Italia questo  è un tema molto sentito, poiché molti comuni hanno delle restrizioni normative forti per quanto riguarda le emissioni da polveri sottili per i  caminetti e le stufe,  la nostra risposta è questo dispositivo che chiamiamo O2Ring, applicabile ad una vasta gamma dei nostri prodotti, e annulla proprio le emissioni di queste polveri, per cui è possibile installarlo e utilizzare i camini anche quando, non so, le amministrazioni comunali, ad esempio,  ne decretano lo spegnimento. Peraltro lo presentiamo in un modo simpatico allo stand; abbiamo creato un motivo architettonico e sarà molto simpatico venirci a trovare per vedere tutto questo.<br />
<strong>DOMANDA: Però io so che c’è anche un’altra novità per voi…</strong><br />
RISPOSTA: Un’altra novità quest’anno per noi è proprio nel metodo di navigazione dello stand: abbiamo pensato di organizzare delle audio guide vere e proprie, per cui sarà possibile ritirare alla reception la guida,  in cinque lingue per giunta, dello stand e di scoprire tutte le nostre novità come se si visitasse un vero e proprio museo. Questa è una modalità nuova per permettere a tutti di scoprire bene tutti i prodotti, le novità e le argomentazioni tecniche di ogni cosa.<br />
DOMANDA: Benissimo, allora appuntamento a progetto Fuoco con tantissime aziende leader nel settore dei caminetti, fra cui anche la Palazzetti Lelio SPA. Grazie, D.ssa Chiara e a presto.<br />
RISPOSTA: Grazie a Lei, buona giornata.<br />
Ascolta l&#8217;intervista in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/chiara-palazzetti1.mp3">Chiara Palazzetti</a></p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/logo_pezzolato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2214" title="logo_pezzolato" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/logo_pezzolato.jpg" alt="logo_pezzolato" /></a></p>
<ul>
<li><strong>PEZZOLATO SPA - INTERVISTA ALLA RESPONSABILE MARKETING, D.SSA ELENA TANTARDINI</strong></li>
</ul>
<p><strong>DOMANDA: Parliamo ancora di Progetto Fuoco 2012, abbiamo le aziende leader dei vari settori, l’eccellenza nazionale ed internazionale e vorrei esordire con una frase ormai nota  a tutti “ Anche i bambini lo sanno: un cippatore Pezzolato è capace di triturare tronchi grossi così”.  Ne parliamo con la D.ssa Elena Tantardini, Responsabile Marketing della Pezzolato SpA, buongiorno..</strong><br />
RISPOSTA: Buongiorno a tutti. Io sono qui oggi per presentarVi brevemente l’azienda Pezzolato SpA, della provincia di Cuneo, leader in Italia e in Europa del settore della prima lavorazione del legno. L’azienda fu fondata nel 1976 e vanta circa 35 anni di esperienza. Offre tre linee di prodotti: la Green Line, si tratta di cippatori a disco e a tamburo, trituratori professionali e macchine per la produzione del compost; quella che noi definiamo Red Line, ovvero le macchine per la lavorazione della legna da ardere e la Plant Line, ovvero seghe orizzontali e impianti per segheria.  Si tratta di macchine che, come valore, vanno dai 5.000 ai 500.000 euro; l’azienda impiega circa 120 dipendenti , ha un fatturato annuo di 20 milioni di euro (che sono più o meno ripartiti tra le vendite nazionali e quelle per l’esportazione). Solitamente ci piace definire la parte di fatturato nazionale  come una facile conquista, perché Pezzolato è stato il primo produttore in Italia di macchine per lavorare la legna da ardere e tutt’ora è l’unico produttore italiano di cippatori di dimensioni medie e grandi. Mentre le vendite per esportazione sono il nostro orgoglio, in quanto testimoniano la nostra capacità di competere con marchi molto affermati in Paesi dove la lavorazione e lo sfruttamento del legno hanno un tradizione molto lunga e molto forte. Ci riferiamo al Nord Europa che, solitamente, è fedele a marchi tedeschi e scandinavi, cioè quei posti dove il successo di un produttore italiano non è così scontato.<br />
<strong>DOMANDA: Quindi un’azienda a livello europeo sceglie un Salone a livello europeo le novità e i propri prodotti…</strong><br />
RISPOSTA: Sì, noi abbiamo scelto di partecipare a Progetto Fuoco perché, costruendo e commercializzando le nostre macchine, riteniamo di voler promuovere ed incentivare l’uso della risorsa rinnovabile legno suggerendola cioè come alternativa alle fonti energetiche tradizionali e quindi ci sentiamo un po’ chiamati a rispondere alle politiche internazionali sull’impiego e lo sfruttamento delle biomasse 8intese appunto come fonti energetiche alternative).<br />
<strong>DOMANDA: La novità assoluta però presentata a Progetto Fuoco è una macchina automatica per produrre biomassa per gassificatori…</strong><br />
RISPOSTA: Esatto, si tratta di uno spaccalegna verticale in grado di produrre biomassa nella pezzatura ideale per la pirolisi, per la pirogassificazione. Il punto forte di questa macchina è che riesce a ridurre, a lavorare il legno riducendolo nella pezzatura ideale e, soprattutto, evitando la formazione di pulviscolo, parti fini e polveri che appunto non sono adatti per la combustione nei gassificatori.<br />
<strong>DOMANDA: Okay, quindi, ovviamente, per la grandezza e per lo spazio occupato, voi sarete nell’area dinamica esterna di fronte al padiglione 4, se non sbaglio … Vero?</strong><br />
RISPOSTA: esatto, saremo di fronte al padiglione 4, presenteremo le nostre macchine con delle interessanti prove dimostrative che sono, in genere,  molto spettacolari e sono….<br />
DOMANDA: … interessanti.<br />
RISPOSTA: Esatto.<br />
DOMANDA: Allora appuntamento con la Pezzolato S.p.A. a Progetto Fuoco, Fiera di Verona,  dal 22 al 26 febbraio 2012. Grazie, D.ssa Tantardini. Buon lavoro.<br />
RISPOSTA: Grazie, altrettanto.</p>
<p>Ascolta l&#8217;intervista in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/pezzolato-spa.mp3">Elena Tantardini</a></p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/logo1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2216" title="logo1" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/logo1.png" alt="logo1" /></a></p>
<ul>
<li><strong>VERMEER ITALIA - INTERVISTA AL RESPONSABILE MARKETING, DR. MARCO MILITELLO</strong></li>
</ul>
<p><strong>DOMANDA: A Progetto Fuoco 2012 sono tantissime le aziende che hanno scelto questa manifestazione come vetrina per i propri prodotti. Un Salone Europeo al quale partecipano davvero tantissime aziende, (sono oltre 530), tra cui anche la Vermeer Italia . Ne parliamo con il Responsabile Marketing, Dr. Marco Militello, buongiorno….</strong><br />
RISPOSTA: Buongiorno.<br />
<strong>DOMANDA: Quali saranno i prodotti presentati? Noi sappiamo che costruite macchine cippatrici, ma anche altro tipo di macchine per tante soluzioni.</strong><br />
RISPOSTA: Sì, Vermeer è una multinazionale americana che produce tecnologie e macchine di utilizzi diversi nell’ambito dell’agricoltura, delle costruzioni degli scavi,  posa di infrastrutture, cave e dà una sezione environmental, cioè ambientale, che sta crescendo come mercato a livello globale in cui appunto sono compresi una serie di prodotti. Tra questi , le cippatrici sono quelle che presenteremo maggiormente alla Fiera Progetto Fuoco perché consideriamo che sia più idoneo a questo tipo di manifestazione. Vermeer Italia è il dealer nazionale di questa multinazionale e distribuisce e dà il post-vendita , service, a tutta la tipologia di prodotti. In particolare, Vermeer Italia sta spingendo particolarmente nel settore environmental con i cippatori, le cippatrici medio grandi, caratterizzate da quella che è un po’ il marchio di fabbrica Vermeer in tutte le sue applicazioni, che è una massima efficienza produttiva. Cioè noi puntiamo a fare i numeri da un punto di vista di produzione per ora. Infatti, le nostre cippatrici, quella ad esempio che verrà esposta e che farà una dimostrazione continua (perché ci sarà quest’area dimostrativa) a Progetto Fuoco, la nostra BC2100, può vantare tranquillamente una produzione oraria che supera le 15 tonnellate per arrivare anche quasi alle 20 tonnellate orarie ed è una macchina fondamentalmente trasportabile in qualsiasi ambito e può essere utilizzata per cippare un bosco e può essere facilmente trasportabile  sia per chi lavora in un piazzale, sia per chi lavora in un bosco. E’ interessante venire a vedere queste tecnologie all’opera , perché, al di là di quelle che sono ovviamente le parole  di chi promuove la propria tecnologia, è più concreto e reale vedere queste cippatrici sminuzzare e  tagliare velocemente qualsiasi tipo di tronco o albero che viene inserito. Il tutto in sicurezza e con estrema semplicità, ecco.<br />
<strong>DOMANDA: Quindi la cippatrice cingolata si va ad affiancare alla cippatrice a tamburo e a quella a disco e si differenzia per cosa?</strong><br />
RISPOSTA: Diciamo che la cippatrice a tamburo è quella che ha la capacità di produrre una quantità maggiore fondamentalmente di cippato, una macchina più pesante. Dal modello di BC1000 al modello BC2100 sono tutti cippatrici a tamburo, quindi, le scippatrici più piccole, dalla BC 600 alla BC200 sono tutte cippatrici a disco. A seconda delle esigenze di cippatura uno si tara sul tipo di macchina che più gli serve. Direi che per le caratteristiche italiane le cippatrici su gommato, trasportabile, sono quelle che hanno la massima estensione di utilizzo da parte di quelli che sono gli operatori attuali in Italia. Poi passiamo ai Grainder (così si chiamano negli Stati Uniti), che è tutta la Linea HG, e lì diciamo che arriviamo a produzioni di 60 tonnellate all’ora. Ci sono anche  modelli ancora più grandi, gli HG8000, ma in Italia non trovano al momento una collocazione perché ci vogliono aree di utilizzo decisamente grandi e per ora il mercato, sì che richiede molto, ma rimaniamo nell’ambito della nostra gamma fino ad un HG6000 che, appunto come Le dicevo, arriva ad una produzione di circa 60 tonnellate all’ora.<br />
<strong>DOMANDA: Poi sappiamo che c’è anche questo dispositivo che aumenta la produttività, monitorando e regolando automaticamente la velocità di alimentazione della cippatrice e che monitora eventuali guasti all’impianto elettro-idraulico…</strong><br />
RISPOSTA: Sì, è il sistema Auto Feed che fondamentalmente regola i giri del motore a seconda di quello che è l’avanzamento e lo sforzo  che sta facendo il tamburo di triturazione, il cippatore diciamo. Inoltre c’è anche un sistema che esercita una pressione sul legno che entra in modo di mantenere il “greep”, cioè la presa della cippatrice il più efficace possibile. Questo permette ad una macchina anche relativamente piccola di effettivamente aggredire tronchi di dimensioni ragguardevoli e legni molto duri, senza che la macchina abbia a soffrirne  particolarmente perché riesce a digerire un po’ il tutto.<br />
DOMANDA: Va bene, grazie, Dr. Militello. Buon lavoro e arrivederci a Verona.<br />
RISPOSTA: Grazie mille</p>
<p>Ascolta l&#8217;intervista in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/vermeer-italia.mp3">Marco Militello</a></p>
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		<title>INTERVISTA AL FONDATORE DI ANFUS (ASSOCIAZIONE NAZIONALE FUMISTI SPAZZACAMINI), DR. GIOVANNI PAOLETTI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ “ L’importanza del personale qualificato. Quali sono le cose importanti dalla progettazione alla manutenzione. Valutazione ecologica, economica e atmosferica degli impianti a legna”.
DOMANDA: A Progetto Fuoco importanti presenze: l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini, l’Anfus, sarà presente per evidenziare l’importanza delle proprie attività. Ma di tutto questo ce ne parla direttamente il Dr Giovanni Paoletti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images12.jpg"><img class="size-full wp-image-2201 alignleft" title="images12" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images12.jpg" alt="images12" width="277" height="182" /></a> “ L’importanza del personale qualificato. Quali sono le cose importanti dalla progettazione alla manutenzione. Valutazione ecologica, economica e atmosferica degli impianti a legna”.</p>
<p><strong>DOMANDA: A Progetto Fuoco importanti presenze: l’Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini, l’Anfus, sarà presente per evidenziare l’importanza delle proprie attività. Ma di tutto questo ce ne parla direttamente il Dr Giovanni Paoletti che è il fondatore di ANFUS e, attualmente, il Direttore della Scuola Professionale per Fumisti e Spazzacamini. Buongiorno..<span id="more-2199"></span></strong></p>
<p>RISPOSTA: Buongiorno a voi e grazie dell’invito.</p>
<p><strong>DOMANDA: Allora, sono numerose le attività che illustrerete a Progetto Fuoco..</strong></p>
<p>RISPOSTA Sì, inizieremo con le dimostrazioni pratiche di manutenzione delle canne fumarie, quindi i maestri spazzacamini saliranno sui tetti allestiti nel  grande piazzale della fiera,  due tetti che per noi sono due palestre che utilizziamo per la scuola nazionale dei maestri spazzacamini e queste dimostrazioni servono per far capire quanto sia difficile  in realtà fare lo spazzacamino oggi, non ci può essere più improvvisazione;  è un lavoro da tecnici, necessitano attrezzature specifiche  e l’ operatore che sale sul tetto deve essere molto  aggiornato tecnicamente ma anche molto allenato.</p>
<p><strong>DOMANDA: Voi vi occupate dalla progettazione all’installazione,  alla pulizia e manutenzione degli impianti: quali sono le cose importanti da sapere?</strong></p>
<p>RISPOSTA: Specifico che l’associazione che comprende  tre famiglie (la famiglia dei produttori, la famiglia degli istallatori che sono chiamati fumisti, la famiglia dei manutentori, quindi degli spazzacamini) è un associazione che cerca di seguire l intera filiera dell’impianto di combustione a biomassa legnosa, dalla produzione fino alla manutenzione e la parte di progettazione è molto importante. In questi anni noi abbiamo fondato il Centro Studi Nazionale e abbiamo scoperto che  un impianto di riscaldamento a biomassa legnosa è economico, è ecologico e sicuro, a condizione che tutti gli anelli che compongono questa catena per arrivare fino a casa del cittadino che utilizza la stufa o il caminetto o la caldaia a legna, siano rispettati. Questi anelli sono la produzione di apparecchi di combustione e impianti fumari secondo la normativa europea, quindi devono essere marcati CE. Il secondo passaggio è che la progettazione e il dimensionamento deve essere fatto da un progettista che utilizzi le schede tecniche pubblicate dai produttori e applichi  le normative di dimensionamento. La terza fase è quella dell’installazione che deve essere fatto da personale abilitato, ai sensi del DM 37/08, appunto del 2008, obbligatoriamente , vuol dire che a marzo 2008 lo Stato italiano ha riconosciuto nei caminetti e nelle stufe e negli impianti fumari degli impianti di riscaldamento. Lo sanno bene i 5 milioni di italiani che si riscaldano esclusivamente con caminetti e stufe e caldaie a legna. Passiamo avanti all’altro anello, che è quello del combustibile: il cliente proprietario si deve dotare esclusivamente di combustibile;  nel caso del pellet,  certificato e di qualità,  nel caso della legna, quindi del cippato e dei ciocchetti in legna, che sia legna che sia combustibile ben stagionato (chiediamo almeno tre anni). Dopo l acquisto della legna, il tipo di accensione e  anche questo è molto importante: i libretti di  utilizzo degli apparecchi indicano esattamente come deve essere acceso il caminetto o la stufa. Sembra una sciocchezza, ma nel caso degli impianti a caricamento automatico, caldaie e stufe a pellet,   questo aspetto non deve essere curato dal proprietario della casa o l’accenditore del fuoco,  ma nel caso di caminetti e stufe ha la sua importanza. Per ultimo c’è la manutenzione che deve essere effettuata da personale qualificato, specializzato, con attrezzature specifiche  per impianti fumari e per gli apparecchi e, per ultimo, cosa molto importante,  la manutenzione che deve essere programmata. Non aspettiamo che l’apparecchio abbia problemi di funzionalità (vuoi un po’ di fumo, vuoi una diminuzione del rendimento). Facciamo manutenzione secondo quello che è scritto nel libretto dell’ apparecchio e nella dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore dell’apparecchio. Di norma si segue come minimo una cadenza annuale per impianti che normalmente vengono utilizzati in inverno.</p>
<p><strong>DOMANDA: Quali sono le difficoltà che può incontrare e che si possono incontrare con una persona poco esperta, non riconosciuta, dedita a questa attività?</strong></p>
<p>RISPOSTA: Beh, prima di tutto abbiamo la sicurezza e la tutela delle cose. Noi ospitiamo un operatore non qualificato nella nostra casa? Ci penserei un attimo. La seconda è quella che la persona che noi chiamiamo per fare il lavoro dovrà salire sul tetto. E’ attrezzato? Ha la sua attrezzatura di sicurezza per salire sul tetto? Terza cosa, se è la prima volta che effettua la manutenzione,  io, come privato cittadino, mi aspetterei che il manutentore controllasse anche l’ impianto, magari anche incluso nel prezzo, perché no. Già queste tre cose fanno la differenza fra un operatore qualificato e uno che non lo è. Ricordo che in alcune zone d’Italia ancora qualche ditta, impresa di pulizie che non ha assolutamente il tipo di competenza sugli impianti termici (che sono ben altra cosa),  propone questo servizio e questo è tutto a discapito del  proprietario che riceve un servizio scarso e poco accurato, ma anche a discapito dell’impianto stesso.<br />
Noi come associazione nazionale (siamo 530 aziende associate, divise nelle tre famiglie, come dicevo prima, per un totale di 9500 affiliati), abbiamo deciso di produrre una documentazione di qualità che passa attraverso la scuola nazionale, quindi le aziende e gli operatori che seguono il piano formativo possono utilizzare il marchio di qualità.</p>
<p><strong>DOMANDA: Come ci vorrebbe in tutte le professioni..Senta, parliamo dell’attuale situazione in Italia ecologica, economica e atmosferica.</strong></p>
<p>RISPOSTA: Interessante! Lei tocca tre argomenti del quotidiano, di queste settimane (freddo, timore del blocco del traffico) e sono esattamente i tre punti forti di un riscaldamento a legna. Ecologia: oggi gli impianti a legna sono estremamente ecologici. Economia: è ormai conosciuto a livello mondiale  che l impianto funzionante a legna, gli impianti termici di riscaldamento  delle case funzionante a legna sono i più economici. L’aspetto atmosferico (in questo caso, in queste settimane)  è che è l unico impianto che non ha bisogno di nulla. Può funzionare anche  in assenza di corrente elettrica, in assenza di arrivo del combustibile, in completa autonomia. Chi possiede un caminetto o una stufa, oggi  anche con due metri fuori di casa, può riscaldarsi comodamente.<br />
Abbiamo due siti; il primo lo consigliamo agli Enti ed alle istituzioni: www.anfus.org .  L’altro  lo abbiamo costruito per gli operatori, per i produttori e per i progettisti ed è www.radiofuoco.com</p>
<p><strong>DOMANDA: E tutto il programma della manifestazione che si terrà a Verona, ricordiamolo,  dal 22 al 26 febbraio 2012, è www.progettofuoco.com . Grazie Dr Paoletti e buon lavoro.</strong></p>
<p>RISPOSTA: Grazie a voi.</p>
<p>Scarica l&#8217;intervista in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/giovanni-paoletti.mp3">Dr. Giovanni Paoletti - ANFUS</a></p>
<p>Intervista a cura di Viliana Trombetta</p>
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		<item>
		<title>AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, sarà presente a Progetto Fuoco 2012 attraverso un ricco programma di incontri e attività formative sulla filiera legno-energia.. L&#8217;intervista al Presidente di AIEL, Dr. Marino Berton. A cura di Viliana Trombetta.</title>
		<link>http://www.naradapress.eu/homepage/aiel-associazione-italiana-energie-agroforestali-sara-presente-a-progetto-fuoco-2012-attraverso-un-ricco-programma-di-incontri-e-attivita-formative-sulla-filiera-legno-energia-lintervista-al-pre/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[DOMANDA: L’Associazione AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali è protagonista di un ricco programma di incontri e attività formative sulla filiera legno-energia. Ne parliamo con il Presidente di questa Associazione, il Dr Marino Berton, buongiorno..
RISPOSTA: Buongiorno a voi.
DOMANDA: L’importanza della vostra presenza a questo Salone a livello europeo.
RISPOSTA: Noi siamo un associazione nazionale che  quindi promuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images11.jpg"><img class="size-full wp-image-2196 alignright" title="images11" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images11.jpg" alt="images11" width="198" height="254" /></a>DOMANDA: L’Associazione AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali è protagonista di un ricco programma di incontri e attività formative sulla filiera legno-energia. Ne parliamo con il Presidente di questa Associazione, il Dr Marino Berton, buongiorno..</strong><br />
RISPOSTA: Buongiorno a voi.<br />
<strong>DOMANDA: L’importanza della vostra presenza a questo Salone a livello europeo.</strong><br />
RISPOSTA: Noi siamo un associazione nazionale che  quindi promuove il settore  a scala nazionale ed internazionale, siamo membri di  AEBION<span id="more-2193"></span> che è la nostra associazione europea che ha sede a Bruxelles, e dalla nostra sede di Agripolis qui a Legnaro svolgiamo un ruolo di collegamento e di interlocuzione con le istituzioni anche a carattere nazionale. Operiamo per rappresentare questa complessa filiera legno energia che parte dal bosco e arriva alla canna fumaria<br />
<strong>DOMANDA: Quindi poi ci sarà anche tutta una serie di collaborazioni con le varie università sul ciclo di vita del prodotto. Io vorrei parlare con Lei subito degli aspetti socio-economici dell’utilizzo del legno e delle biomasse. Quali sono i benefici? </strong><br />
RISPOSTA: La vicenda della filiera legno -energia è antica come l uomo, però le innovazioni tecnologiche che sono avvenute negli ultimi anni sono straordinarie, nel senso che la buona vecchia legna da ardere oggi è diventata una strategica e importantissima fonte di energia rinnovabile: efficiente, economica, pulita, vantaggiosa. Naturalmente, questo lo dobbiamo ad una importantissima evoluzione della tecnologia che è accompagnata da una fortissima tradizione di uso del legno per la produzione di energia termica nelle famiglie. Lei si immagini che circa il 26% delle famiglie italiane, ancora oggi, a diversa scala, utilizzano la legna per la produzione di  energia termica. Il problema è che molto spesso questa legna viene utilizzata con tecnologie obsolete e si tratta (e qui c’è un grande lavoro ed ecco la straordinaria e importante manifestazione Progetto Fuoco) di promuovere le nuove tecnologie che hanno raggiunto importanti livelli di efficienza, di innovazione, di affidabilità e l’ abbassamento anche delle emissioni (aspetto questo decisamente importante in questo momento).<br />
<strong>DOMANDA: Sono tantissimi gli aspetti da prendere in considerazione, ma uno importante, soprattutto quello dell’impatto sulla qualità dell’aria. Come scegliere il materiale combustibile adatto?</strong><br />
RISPOSTA: Qui abbiamo due elementi: da un lato dobbiamo scegliere il combustibile adatto e dall’altro dobbiamo scegliere la tecnologia di combustione adatta.  Sul fronte dei combustibile l’ Europa ci viene incontro: nel corso dello scorso anno  l’UE ha approvato i nuovi standard europei sulla qualità dei biocombustibili solidi ( e ci riferiamo quindi non solo a legna da ardere, ma cippato, pellet). Questi nuovi standard qualitativi definiscono una serie di criteri  molto importanti. Finalmente in Italia c’è un pellet certificato, secondo gli standard di qualità elevati, e in più c’è un grande impegno  per fare in modo che i produttori primari di legna da ardere e cippato elevino i loro standard qualitativi . C’è un grande sforzo in questa direzione e a Progetto Fuoco ne daremo conto. E poi possiamo dire che anche su questo fronte<br />
l’ UE ha definito gli standard qualitativi di apparecchi e caldaie che utilizzano le biomasse legnose ; ci sono standard qualitativi molto ben definiti;  ci sono oramai quasi  tutte le aziende costruttrici nazionali e, più in genere, europee, hanno fatto certificare i loro apparecchi e le loro caldaie secondo questi standard e possiamo dire che, a questo punto, dobbiamo educare il consumatore  a cercare quei materiali che presentino quelle caratteristiche e questo è un grande lavoro di comunicazione. Anche in questo senso, una manifestazione come Progetto Fuoco,  ha il compito di far conoscere all’area del mondo del consumo  che esistono sia combustibili di qualità, sia apparecchi e caldaie di qualità. Bisogna imparare a sceglierle e ad individuarle.<br />
<strong>DOMANDA:L importanza anche della  filiera corta e dell’impatto ambientale di un sistema di approvvigionamento non locale…quali sono i principi che dovrebbero caratterizzare la filiera corta?</strong><br />
RISPOSTA: Guardi, noi abbiamo fatto l’anno scorso una importante iniziativa: gli Stati Generali del Legno-Energia e abbiamo approvato un manifesto che si intitola “Il Manifesto per  Sviluppo Sostenibile del settore Legno- Energia” . Al primo punto di questo manifesto c’è : legno- energia è gestione forestale sostenibile. Primo elemento da cui partire è garantire la manutenzione del bosco, quale opera fondamentale per contrastare i fenomeni di degrado del patrimonio forestale nazionale e anche per animare lo sviluppo rurale delle aree interne, ma promuovere la gestione forestale sostenibile e lo sviluppo professionale delle imprese  significa anche  tutelare la sicurezza e la salute degli operatori di quel settore, significa valorizzare le filiere locali, le piattaforme logistiche dei combustibili legnosi e quindi sostenere attraverso strumenti e politiche adattela gestione forestale finalizzata alla produzione di biomasse  in chiave sinergica per le varie destinazioni finali possibili. La gestione forestale sostenibile la madre di tutto questo settore, la partenza fondamentale è da lì. Si parte da una buona capacità di gestire bene questo patrimonio forestale italiano di 10 milioni di ettari di boschi e di foreste.<br />
(fine parte 1)</p>
<p>Scarica l&#8217;intervista in versione .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/berton-parte-1.mp3">Marino Berton - parte1</a></p>
<p><strong>DOMANDA: Il comparto produttivo delle biomasse legnose è in costante crescita, con un ritorno decisamente positivo sia per le industrie che per i produttori.  I vantaggi occupazionali della diversificazione di produzione di agro energie tramite biomasse e biogas.</strong><br />
RISPOSTA: Ci sono una serie di indicatori assolutamente importanti. Decisamente il settore della filiera legno-energia è un settore che mette in moto attività, occupazione, PIL , fatturato, lavoro e in questo momento tutti sanno quanto ce n’è bisogno. Il settore legno-energia ha un valore nel fronte dei combustibili legnosi pari a 2,35 miliardi di euro all’anno. Si consumano circa 22 milioni di tonnellate di combustibile a base di legno, ci sono 4,4 milioni di famiglie che hanno consumato nel corso degli anni precedenti, solo in segmento legna d ardere oltre 19 milioni di tonnellate; negli ultimi 10 anni  sono stati installati circa 5 milioni di stufe tradizionali, camini, termo camini, termo cucine, stufe a pellet, caldaie, lei si immagini che nel corso degli anni scorsi e del 2010 in pratica  il consumo di pellet italiano ha raggiunto dei veri e propri record superando il milione e mezzo di tonnellate. Siamo il primo paese europeo per il consumo di pellet a scala domestica. Tutti elementi che Le fanno capire la capacità di iniziativa straordinaria di animazione economica che ha questo settore, questa filiera del legno-energia.<br />
<strong>DOMANDA: Invece, parlando di impianti, resta solo un quesito da chiarire, cioè: qual è il modello di impianti che volete sostenere e promuovere? Quello realizzato e gestito dagli imprenditori agricoli o quello delle società finanziarie  che chiedono agli agricoltori di fornire solo la materia prima?</strong><br />
RISPOSTA: Possiamo dire una cosa, che il settore legno-energia è maturo a diversi stadi, sia a scala domestica (perché ormai abbiamo una capacità di produrre apparecchi a scala domestica di grande qualità e di grande efficienza che ci viene invidiata in tutta Europa), sia a livello di impianti di media taglia per il riscaldamento di condomini, edifici,  edifici pubblici, piccole e medie reti  di teleriscaldamento, ci sono anche delle interessanti esperienze di co-generazione di piccola e media scala (cioè  la generazione termica ed elettrica), ( e anche queste sono esperienze valide e interessanti), naturalmente guardiamo con preoccupazione invece lo sviluppo di grandi impianti per la produzione in qualche caso esclusivamente di energia elettrica, perché questi grandi impianti utilizzano grandi quantità di materiale di biomassa legnosa, spesso sono collocati in un contesto avulso dalla disponibilità della biomassa agricola e forestale, molto spesso   costruiti e pensati ed immaginati per poter accedere esclusivamente ad un sistema incentivante, senza avere obiettivamente un vero ruolo per lo sviluppo locale. Quindi noi siamo per promuovere la moderna tecnologia a scala domestica, il teleriscaldamento, la mini co-generazione fino ad 1 Mw come modelli di filiera replicabile. In questi modelli  il sistema agricolo e le imprese forestali  posono avere un ruolo molto importante. In questo senso possiamo dire promuoviamo una filiera corta, nel senso di dire che questi materiali possono venire dalla gestione forestale e sostenibile del nostro territorio, mentre grandi impianti hanno bisogno necessariamente di materiale che spesso viene da altri continenti, generando delle problematiche facilmente intuibili, insomma, delle contraddizioni.<br />
<strong>DOMANDA: A Progetto Fuco, ci sarà un intero padiglione dedicato a PF Tecnologie,  con le caldaie per impianti di grandi dimensioni e le tecnologie per la preparazione del combustibile pellet, cippato e legna; saranno date dimostrazioni quotidiane di questi impianti?</strong><br />
RISPOSTA: Lo stand di AIEL a Progetto Fuoco, che si chiama appunto PF Tecnologie, è uno stand che è una vera e propria piazza, è un luogo di animazione. Ad ogni ora cambia lo scenario, cambiano le iniziative (ve ne sono di numerosissime), dal mini corso di come prodursi in maniera hobbistica la legna da ardere  fino alla presentazione di alcune esperienze della mini cogenerazione per fare termica e elettrica con le nuove tecnologie innovative, la presentazione di tecnologie avanzate, nuovissime nello scenario italiano, ma vorrei anche aggiungere il fatto che a Progetto Fuoco sono programmati 4 convegni, uno al giorno, di qualità e di importanza fondamentale, ed è in questa cornice di Progetto Fuoco (che ormai è diventata una delle più importanti manifestazioni europee, sia per contenuti che per quantità di visitatori ed espositori ) che troveranno la migliore espressione tutte queste fondamentali iniziative. E poi è una bellissima fiera davvero, è proprio da vedere e da godere con gli occhi; una fiera che presenta una quantità di apparecchi e caldaie è straordinaria. Sono collocati dei contesti espositivi  veramente di grande interesse.<br />
DOMANDA: Ilproposito di progetto Fuoco e di altre associazioni, tra cui anche AIEL,  è lo sviluppo e la diffusione della ricerca applicata, sottolineando risultati e prospettive di un uso ottimale del combustibile legno. Ringraziamo il Dr Berton, Presidente di Aiel e diamo appuntamento alla prossima edizione di Progetto Fuoco dal 22 al 26 febbraio alla Fiera di Verona . Grazie e buon lavoro<br />
RISPOSTA: Grazie e buon lavoro a voi, arrivederci.</p>
<p>Scarica l&#8217;intervista in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/berton-parte-2.mp3">Marino Berton - parte 2</a><br />
Viliana Trombetta</p>
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		<title>A Progetto Fuoco, il 24 febbraio si terrà un seminario tecnico-scientifico sulle valutazioni ambientali dell&#8217;impiego di biomasse legnose mediante analisi LCA. L&#8217; intervista di Viliana Trombetta al Prof. Raffaele Cavalli, docente dell&#8217;Università di Padova.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:18:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[DOMANDA: A Progetto Fuoco tra i seminari ce ne sarà uno tecnico scientifico, venerdì 24 febbraio,  sulle valutazioni ambientali dell’impiego di biomasse legnose mediante analisi LCA. L’analisi LCA valuta l’ impatto ambientale associato ad un prodotto, ma ne vogliamo parlare con il Prof. Raffaele Cavalli, che è relatore di questo seminario, Professore del Dipartimento Territorio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images10.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2189" title="images10" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images10.jpg" alt="images10" /></a>DOMANDA: A Progetto Fuoco tra i seminari ce ne sarà uno tecnico scientifico, venerdì 24 febbraio,  sulle valutazioni ambientali dell’impiego di biomasse legnose mediante analisi LCA. L’analisi LCA valuta l’ impatto ambientale associato ad un prodotto, ma ne vogliamo parlare con il Prof. Raffaele Cavalli, che è relatore di questo seminario, Professore del Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali  dell’ Università di Padova. Buongiorno, professore.<span id="more-2187"></span><br />
RISPOSTA: Buongiorno.<br />
DOMANDA:L’importanza di questo studio.<br />
RISPOSTA: Sì, l’importanza è legata proprio alla metodologia che si vuole applicare nello studio, cioè la metodologia di analisi LCA o analisi del ciclo di vita. E’ una metodologia che consente di valutare le interazioni che un prodotto o un servizio ha con l ambiente, quindi è focalizzata in questo ambito e quello che è interessante di questa metodologia è che considera il cosiddetto ciclo di vita, ossia dal momento in cui il prodotto viene realizzato fino al momento in cui viene dismesso o eventualmente riciclato. Questa metodologia si adatta bene alla biomassa, in particolare alla biomassa legnosa, a fronte dei sempre più importanti utilizzi che questa biomassa ha a livello sia nazionale ma direi anche mondiale in generale.<br />
DOMANDA: Ci sarebbero tre elementi importanti, mi corregga se sbaglio: la disponibilità delle risorse, le emissioni e i residui derivanti dalla combustione, perché il sistema legno-energie viene analizzato anche da un punto di vista ambientale e sociale<br />
RISPOSTA: Sì, esatto, ha toccato veramente i tre punti sostanziali di questo tipo di analisi, cioè: il discorso della produzione, nel senso che produrre legno  significa ricavare legno da una risorsa naturale come sono i boschi e le foreste, però dobbiamo porci il problema che la continua domanda porterà, verosimilmente, a dei continui spostamenti di materiale anche da un continente all’altro come in parte sta già avvenendo  e questo chiaramente è un fatto che va analizzato attraverso i costi ambientali del trasferimento dei combustibili o dei prodotti di base del combustibile. L’altro aspetto che comunque ha effetto sull’ambiente sono evidentemente i  prodotti che derivano dalla combustione di questi materiali legnosi, quindi tutta la problematica delle emissioni che bisogna comparare ed analizzare sempre nella ricaduta che ha sull’ambiente in generale.<br />
DOMANDA: Un’analisi di questo tipo può rispondere alla domanda: quale biomassa è più impattante fra il pellet e la legna?<br />
RISPOSTA: Non ha questa capacità così raffinata di analisi, nel senso che comunque sia per il cippato  o il pellet o la legna, il materiale di partenza è sempre legno, quindi un materiale composto da lignina cellulosa ed è verosimile che le emissioni non siano così diversificate una dall’altra. Quello che vuol fare l’analisi del ciclo di vita è però quantificare queste emissioni, perché non è detto che partendo da un materiale “naturale” come si pretende di definire il legno, dalla sua combustione che è un processo di trasformazione termo-chimica non vengano emesse delle sostanze che vadano in qualche modo ad appesantire l’impatto ambientale. Il legno, nella sua combustione, nelle emissioni non è neutrale rispetto all’ambiente e quello che va fatto è esattamente valutare questo tipo di impatto  e considerare gli eventuali provvedimenti che possono essere messi in atto per sfruttare al massimo la cosiddetta naturalità del legno senza però impattare sull’ambiente.<br />
DOMANDA: Ci possono essere però  delle problematiche e un analisi di questo tipo permette anche di individuare gli ambiti dove possano essere fatti dei miglioramenti…<br />
RISPOSTA: Ecco, uno degli aspetti su cui ci si sta concentrando è evidentemente il fatto del rapporto che c’è tra consumo e la disponibilità di risorse Come dicevo in precedenza, l aumento del consumo di materiali combustibili legnosi, vuoi il cippato, vuoi il pellet, vuoi la legna,  sta comportando dei flussi che sono a livello nazionale, a livello continentale, ma anche a livello intercontinentale, per cui attualmente del cippato viene trasferito via nave in canada, in Europa, in Italia e  allora questo bisogno domandarci in maniera seria, accurata, scientificamente valida, se ha un significato e se questo trasferimento di materiale impatta, come probabile lo sia, con l’ambiente. Per cui, alla fine, quei piccoli benefici che si riesce a tratte dalla combustione del prodotto naturale come il legno vengono totalmente sorpassati da tutti gli impatti che il trasferimento del materiale comporta.<br />
DOMANDA: Perché effettuare l’analisi del ciclo di vita di un prodotto? A chi interessa, soprattutto, perché poi immagino si parte da un inventario come base…<br />
RISPOSTA: Sì, sì, l’ inventario è fondamentale per poter applicare in maniera corretta l’analisi del ciclo di vita e tanto più è raffinato l’inventario, quindi la conoscenza dei vari pesi che bisogna dare ai vari  elementi che compongono il sistema,   tanto migliore è la qualità della risposta che si riesce ad ottenere. Evidentemente queste piccole analisi interessa chi si occupa di politica e di pianificazione del settore; certamente non l’utente finale né chi produce in sé il materiale  legnoso, perché questo diventa una questione di politica energetica alla fine, perché questo è il punto dove  un’analisi LCA va a incidere. Può interessare in parte se si vuole  anche il livello produttivo, ma soprattutto in termini comparativi cioè quale è la linea produttiva che minimizza gli impatti ambientali, ecco …Ma direi  soprattutto a livello di pianificazione di politica energetica.<br />
DOMANDA: L&#8217; Università di Padova ha una continua collaborazione con Progetto Fuoco (che sappiamo è una biennale). Quali sono gli obiettivi da raggiungere insieme?<br />
RISPOSTA: Il rapporto che si è instaurato ormai da più di dieci anni tra l’Università di Padova, ed in particolar modo il dipartimento per cui lavoro e Progetto Fuoco, ci consente di portare alla conoscenza anche del grande pubblico i risultati delle ricerche e le innovazioni che  vengono prodotte all’interno del nostro ambito universitario. E’ una sorta di palcoscenico, di vetrina che consente di trasferire informazioni sia attraverso l’attività convegnistica che curiamo per  alcuni aspetti, sia  anche da quest’ anno proprio con una presenza fisica di uno stand nel quale il dipartimento presenterà alcune novità delle sue attività di ricerca.</p>
<p>Puoi scaricare l&#8217;intervista in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/prof-raffaele-cavalli.mp3">Prof. Raffaele Cavalli</a><br />
Viliana Trombetta</p>
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		<title>8° Salone europeo di impianti di riscaldamento a biomassa legnosa, pellet, cippato, caminetti e stufe:Progetto Fuoco. Verona si prepara ad accogliere i migliori esperti del settore. Intervista al Presidente di Piemmetispa, Dott. Ado Rebuli.</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 15:49:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[HOMEPAGE]]></category>

		<category><![CDATA[PROGETTO FUOCO 2012]]></category>

		<category><![CDATA[ado rebuli]]></category>

		<category><![CDATA[progetto fuoco]]></category>

		<category><![CDATA[viliana trombetta]]></category>

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		<description><![CDATA[ L&#8217;incremento degli espositori ed il completamento della filiera. Aree dedicate, forum, workshop e convegni e le novità di Progetto Fuoco 2012. L&#8217;avanguardia nel design come motivo di orgoglio. La manutenzione dei boschi essenziale per un ottimo approvvigionamento di pellet, cippato e biomasse per questo tipo di combustione.
DOMANDA:  Ottava edizione per Progetto Fuoco, l unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/foto_piemmeti1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2184" title="foto_piemmeti1" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/foto_piemmeti1.jpg" alt="foto_piemmeti1" /></a> L&#8217;incremento degli espositori ed il completamento della filiera. Aree dedicate, forum, workshop e convegni e le novità di Progetto Fuoco 2012. L&#8217;avanguardia nel design come motivo di orgoglio. La manutenzione dei boschi essenziale per un ottimo approvvigionamento di pellet, cippato e biomasse per questo tipo di combustione.<span id="more-2182"></span></p>
<p>DOMANDA:  Ottava edizione per Progetto Fuoco, l unico salone in Europa dedicato agli impianti, ai prodotto ed alle attrezzature per la combustione a legna, alla Fiera di verona, dal 22 al 26 febbraio 2012. Organizzato da Piemmetispa, ne parliamo col Presidente, Dottor Ado Rebuli. Buongiorno…<br />
RISPOSTA: Buongiorno a lei<br />
DOMANDA: Allora, un incremento di spazi, decisamente, di partecipazioni; tanti incontri e  convegni &#8230;<br />
RISPOSTA: Esatto, noi quest’anno siamo in controtendenza rispetto alle altre manifestazioni fieristiche; in pratica noi rispetto al 2010 (la nostra manifestazione è biennale e quindi forse anche per questo riscuote più successo), di fronte di una superficie di circa 63.000 mq del 2010, siamo a 72.000 mq, con 533 espositori  (con un incremento del 20%), di cui 191 esteri, provenienti da 30 Paesi.<br />
DOMANDA: Obiettivo raggiunto per l incremento di espositori e soprattutto per  il completamento della filiera…<br />
RISPOSTA: Sì, esatto, perché non è solo un’esposizione di caldaie e caminetti, ma soprattutto è tutta la filiera che viene illustrata, con le stufe ad accumulo termico, le cucine a legna, termo cucine in muratura, poi trattiamo anche legna, pellet, tronchetti e mattonelle (quelli che servono per pulire)e in più, nel caso delle biomasse, un’area dedicata, oltre al controllo dei fumi, quindi anche camini, pulizia dei camini e quant’altro. Trattiamo dall’A alla Z per quello che è il riscaldamento a legna.<br />
DOMANDA: Quindi non soltanto un’esposizione, ma soprattutto una quantità di informazioni rilevanti. Le novità di questa edizione.<br />
RISPOSTA:Tra forum e seminari ne abbiamo una quindicina. Il più importante è il terzo  International Pellet Forum che è riconosciuto a livello europeo che dà delle indicazioni sulle caratteristiche del pellet e anche la sua certificazione. Poi le rappresentazioni di fumisti e spazzacamini, incentivi per le biomasse incontri tecnici e dimostrazioni operative.<br />
DOMANDA: Possiamo mettere l’accento su alcune novità per questa edizione, anche da un punto di vista tecnologico?<br />
RISPOSTA: Innanzitutto gli stands sono aumentati di un’unità, proprio per  permettere la esposizione delle stufe ad accumulo termico, che sono la parte più innovativa di questa manifestazione. Per quanto riguarda il design, siamo all’avanguardia: abbiamo dato dimostrazione che la nostra manifestazione è la più bella e la più ricca di tutta Europa e forse anche del mondo e di questo ne siamo orgogliosi.  Il vantaggio notevole che abbiamo è che consentiamo ai nostri espositori  di accendere il fuoco e quindi i visitatori possono toccare con mano e vedere il risultato effettivo di questa caldaie e di questi caminetti. Abbiamo oltre 220 canne fumarie che vengono collegate contemporaneamente per l’accensione dei caminetti durante la manifestazione.<br />
DOMANDA: La scelta delle aziende che parteciperanno alla vostra manifestazione è ricaduta sull’aspetto estetico, abbinato alla tecnologia, abbinato alla sicurezza?<br />
RISPOSTA: Senz’altro! Tutti i prodotti che vengono presentati sono certificati e c’è una Certicazione Europea.  Oltre al risparmio, abbastanza sensibile nell’ utilizzo di questi prodotti rispetto a quello che è il riscaldamento a gas o a gasolio o altro, diciamo che in questo momento i nostri espositori ci hanno comunicato che, a causa dell’ultimo freddo, hanno dovuto dar fondo a tutti i magazzini perché l’alternativa alla possibilità che manchi il combustibile normale o l ‘elettricità o quant altro,ritornare alla legna è stato pensato come una soluzione.<br />
DOMANDA: Quanto incide il passaggio a questo tipo di riscaldamento sul problema del disboscamento?<br />
RISPOSTA: Dobbiamo premettere che il problema disboscamento in Italia non esiste. Noi abbiamo addirittura il problema opposto. In Italia le superfici boschive aumentano di anno in anno. C’è bisogno di manutenzione del bosco, per cui quello che è il risultato della manutenzione del bosco è la possibilità di avere pellet, cippato e quant’altro per questo tipo di combustione.<br />
Direi su queste previsioni e su questi propositi di concludere quest’intervista e auguriamo al Dr. Ado Rebuli un buon lavoro e a risentirci a presto.<br />
Grazie e arrivederci a Verona dal 22 al 26 febbraio.</p>
<p>Scarica la versione in formato .mp3 <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/ado-rebuli2.mp3">Ado Rebuli</a><br />
Intervista a cura di Viliana Trombetta</p>
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		<title>Da Dresda una soluzione innovativa riconosciuta dal GSE per gli impianti integrati a tetto</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:58:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[gse]]></category>

		<category><![CDATA[impianti fotovoltaici]]></category>

		<category><![CDATA[impianti integrati a tetto]]></category>

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		<description><![CDATA[SOLARWATT è il primo produttore di moduli del “segmento premium” ad ottenere questo riconoscimento. &#8221; I clienti che in Italia installano questo sistema possono beneficiare da subito di un incentivo più alto per installazioni su  edifici sia ad uso residenziale che  commerciale / industriale.  La tariffa incentivante dipende della dimensione dell´impianto”,commenta Detlef Neuhaus,  CSO dell´azienda.
Secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/solarwatt_02_small.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2178" title="solarwatt_02_small" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/solarwatt_02_small.jpg" alt="solarwatt_02_small" /></a>SOLARWATT è il primo produttore di moduli del “segmento premium” ad ottenere questo riconoscimento. &#8221; I clienti che in Italia installano questo sistema possono beneficiare da subito di un incentivo più alto per installazioni su  edifici sia ad uso residenziale che  commerciale / industriale.  La tariffa incentivante dipende della dimensione dell´impianto”,commenta Detlef Neuhaus,  CSO dell´azienda.<span id="more-2176"></span></p>
<p>Secondo la definizione del GSE i sistemi Easy-In  rientrano nella categoria “impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative”, per la quale rispondono a tutti i requisiti. I moduli fotovoltaici infatti sostituiscono le tegole del tetto prendendone la funzione sia per tenuta all´acqua, che per la resistenza meccanica e per l´isolamento termico. Il soggetto responsabile (spesso l´installatore) ha il compito di provare al GSE che i moduli sostituiscano veramente l´elemento edilizio, tramite la documentazione indicata nell´apposita guida del GSE.</p>
<p>Per quanto riguarda i vantaggi,  in evidenza l´incentivo più alto e le maggiori rese e prestazioni nel tempo dei moduli  ottenute grazie agli eccellenti standard qualitativi.  I moduli sono prodotti esclusivamente in Germania e forniscono nuove opportunità di business particolarmente interessanti nel mercato italiano.</p>
<p>L&#8217;azienda ha sviluppato questo tipo di sistema  specificamente per l´integrazione nei tetti a falda;  sostituisce completamente le tegole del tetto e produce energia elettrica da fonte rinnovabile che può essere utilizzata nell´edificio o essere immessa in rete. “Il proprietario ottiene, perciò, un tetto che si autofinanzia” aggiunge Detlef Neuhaus. I moduli si adattato a diversi tipi di tetto con angoli di falda che variano da 16 gradi fino a 65 gadi. Easy-In, inoltre, si differenzia da altri sistemi integrati nel tetto soprattutto per la semplicità d’installazione grazie all´assenza di sottostrutture o sistemi di montaggio aggiuntivi. I moduli stessi hanno una funzione strutturale e sono fissati direttamente ai correntini del tetto risparmiando materiale, tempo e costi. Inoltre è significativamente più leggero di una copertura classica con tegole combinata con un sistema fotovoltaico montato sopra in tetto, ideale per edifici con tetti aventi un limitato carico statico.</p>
<p>Il sistema SOLARWATT Easy-In è disponibile fino a potenze di 150 W/mq. Una retro ventilazione integrata  garantisce un miglioramento dell´efficienza e quindi dell´energia prodotta.  Il sistema, oòtre a  soddisfare tutte le norme per la protezione antincendio, impermeabilità alla pioggia così come alla resistenza meccanica all´azione del vento, al carico di neve e alla grandine, offre su richiesta un unico pacchetto includente tutti i componenti necessari, tra i quali anche inverters e cavi. Questo pacchetto è  disponibile nelle dimensioni per impianti da 3 kWp, 5 kWp e 10 kWp, corrispondenti a 12, 20 e 40 moduli. SOLARWATT organizza corsi specifici per l´installazione del sistema l´Easy-In, i quali  offrono l´opportunità di imparare come installare il sistema in sicurezza.</p>
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