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	<title>Narada Press Communication</title>
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		<title>Petrologia (o litologia): lo studio delle rocce. La petrografia si occupa della loro descrizione e classificazione. Qualche elemento di riconoscimento e classificazione. Turismo ed osservazione dell&#8217;ambiente.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 00:30:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nei primi anni del XIX secolo  vennero effettuate le prime osservazioni al microscopio delle rocce in sezioni sottili, grazie  al francese Pierre Louis Antoine Cordier (1777 - 1861) che dimostrò che le rocce ignee di aspetto uniforme (ed in particolare il basalto) sono interamente costituite da vari minerali. Tali ricerche ebbero un maggiore impulso quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/vivara.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1691" title="vivara" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/vivara.jpg" alt="vivara" /></a>Nei primi anni del XIX secolo  vennero effettuate le prime osservazioni al microscopio delle rocce in sezioni sottili, grazie  al francese Pierre Louis Antoine Cordier (1777 - 1861) che dimostrò che le rocce ignee di aspetto uniforme (ed in particolare il basalto) sono interamente costituite da vari minerali. Tali ricerche ebbero un maggiore impulso quando lo scozzese William Nicol (1770 - 1851) ideò il prisma polarizzatore. <span id="more-1686"></span>Successivamente, con l&#8217;inglese Henry Clifton Sorby, fu possibile un&#8217;analisi mineralogica dei costituenti delle rocce osservate in sezione sottile.  Nella seconda metà del XIX secolo due scuole europee conformarono la petrografia. La scuola tedesca, di Karl Harry Ferdinand Rosenbusch e Heinrich Ludwig Rudolf Fuess, costruì il primo microscopio petrografico (1875) e scrisse le prime fondamentali opere sul tema. Michele Lévy (1889) fu il primo ad introdurre moderni metodi petrografici in Francia e fu pionere nell&#8217;uso della birifrangenza per l&#8217;identificazione dei minerali nelle sezioni sottili delle rocce, con un microscopio petrografico. Insieme a Fouqé effettuò studi sulla produzione artificiale di minerali. Ha ideato, inoltre, uno schema di classificazione delle rocce ignee e dimostrato come  rocce ignee di diversa mineralogia possano essere formate dalla stessa composizione chimica con differenti condizioni di cristallizzazione.  Si arriva così al XX secolo  in cui, già nei primi anni, lo studio delle rocce assunse un aspetto totalitario, ossia fisico-meccanico, ottico e chimico, come riferito dal geografo torinese Carlo Felice Capello nell&#8217;opera &#8221; Argomenti di geografia generale, fisica, storica, regionale&#8221; (1969). In Italia, mentre Quintino Sella, Arcangelo Scacchi e Giovanni Struver, gettavano le basi della moderna mineralogia, l&#8217;autodidatta Antonio D&#8217;Achiardi trattò sapientemente la petrografia. Fu all&#8217;avanguardia nell&#8217;utilizzo dei nuovi metodi con microscopio polarizzatore, nel perfezionamento delle nuove teorie petrogeniche e, grazie a lui, conosciamo oggi quelle che furono le prime trattazioni petrografiche italiane come &#8220;Guida al corso di litologia&#8221; (1888). Suoi allievi e successori furono il figlio Giovanni, Pietro Aloisi ed Ernesto Manasse (Manasseite è il minerale a lui dedicato). D&#8217;Achiardi e Alfonso Cossa segnano la nascita della petrografia in Italia.</p>
<p>Vediamo cos&#8217;è una roccia e qualche elemento per riconoscerla e classificarla e dove si possono facilmente incontrare (nella foto in alto a destra, l&#8217;Isola di Vivara, coperta da depositi piroclastici).</p>
<p>Una roccia è un aggregato di minerali aventi la stessa composizione, la stessa struttura e origine.  La maggior parte delle rocce sono eterogenee o composte (formate da diversi minerali); raramente sono omogenee o semplici (formate da un solo minerale). In base alla loro genesi, le rocce si suddividono in tre grandi classi: ignee, sedimentarie e metamorfiche.</p>
<p>LE ROCCE IGNEE (o eruttive o magmatiche o endogene) si formano per consolidazione di masse fuse. In base alle condizioni di raffreddamento del magma, si hanno le rocce ignee intrusive o plutoniche (lento raffreddamento, come graniti, sieniti e gabbri), ipoabissali o filoniane (condizioni intermedie di raffreddamento, come apliti e pegmatiti), ed effusive o vulcaniche (rapido raffreddamento, come rioliti, andesiti e basalti).</p>
<p>In base alla composizione chimica, si hanno le rocce ignee acide o persiliciche (più del 65% di silice), oggi denominate felsiche o sialiche, neutre o mesosiliciche (dal 52 al 65% di silice) e basiche o iposiliciche (dal 45 al 52% di silice), oggi denominate femiche o mafiche. Quando la presenza di minerali costituenti tali rocce è maggiore o uguale al 90%, si parla di rocce ultrafemiche o ultrabasiche, come la peridotite e la kimberlite.</p>
<p>In base alla costituzione mineralogica, si hanno rocce ignee leucocrate (maggiore quantità di minerali sialici, contenenti silicio, ossigeno, alluminio, sodio, potassio), di colore bianco o comunque chiaro e rocce ignee melanocrate (maggiore quantità di minerali femici, contenenti ferro e magnesio), di colore scuro, bruno, verde o nero. Le rocce acide sono leucocrate (quarzo, muscovite, ortoclasio, microclino, plagioclasio e mica), mentre le rocce basiche sono melanocrate (biotiti, pirosseni, anfiboli e olivine).  Le principali famiglie di rocce intrusive sono, dalle più acide: graniti, sieniti, sieniti eleolitiche, dioriti, gabbri, essexiti, teraliti, ijioliti, peridotiti.</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/230.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1687" title="costa di granito rosa" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/230.jpg" alt="costa di granito rosa" /></a>Costa di granito rosa, in Bretagna.</p>
<p>Granito rosa: il suo nome deriva dal latino granum, in riferimento alla sua struttura granulare (olocristallina). Ha una tessitura faneritica, ossia presenza di cristalli visibili a occhio nudo (l&#8217;opposto si denomina afanitica). Il rosa è dovuto alla colorazione dei cristalli di K-feldspato (allumosilicato di potassio).</p>
<p>Le principali famiglie di rocce effusive sono (sempre dalle più acide): rioliti o lipariti, porfidi quarziferi, trachiti e porfidi non quarziferi (o ortofiri), fonoliti, andesiti, basalti e melafiri.</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/palmarola-cattedralethumbnail.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1688" title="palmarola-cattedrale" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/palmarola-cattedralethumbnail.jpg" alt="palmarola-cattedrale" /></a> Baia di Palmarola, la  Cattedrale (Isole Pontine), una   grande roccia di origine lavica, erosa dal vento che le ha dato forme che ricordano una cattedrale gotica.</p>
<p>Ossidiana (vetro vulcanico): roccia a struttura vetrosa massiccia a frattura concoide, formatasi per il rapido raffreddamento della lava. Le ossidiane hanno composizione acida e sono povere o prive d&#8217;acqua (circa 1% in peso).</p>
<p>LE ROCCE SEDIMENTARIE (O ESOGENE) si formano per accumulo di materiali diversi che, a causa della loro diversa origine, possono essere:</p>
<p>- detritiche o clastiche (si formano per deposito di frammenti denominati clasti, provenienti dall&#8217;erosione di rocce preesistenti). In base alla dimensione dei loro frammenti, si hanno ruditi o psefiti (frammenti superiori ai 2 mm), areniti o psammiti (granuli da 0.10 a 2 mm) e lutiti o peliti (granuli inferiori ai 0.10 mm);</p>
<p>- chimiche (si formano in seguito a precipitazione di sostanze sciolte nelle acque, per evaporazione delle acque o per trasformazione in sostanze solubili. A seconda della natura chimica dei precipitati, si distinguono in saline (evaporitiche ad eccezione dei calcari), carbonatiche, calcaree, dolomitiche, manganesifere, ferrifere, alluminose e silicee;</p>
<p>- organogene o biogene o biochimiche (si formano per accumulo di resti di organismi animali o vegetali). Possono avere composizione calcarea, silicea, fosfatica, carboniosa, bituminosa;</p>
<p>- piroclastiche (si formano per deposito di materiali proiettati da vulcani duranti le fasi esplosive). Possono essere brecce vulcaniche (se formate da grossi blocchi), tufi vulcanici (se formate da lapilli), cineriti (se formate da ceneri). In genere vengono denominati tufi (tufiti, se consolidati in ambiente subacqueo) che, a seconda della composizione chimica, si distinguono in liparitici, trachitici, porfirici, basaltici, diabasici, palagonitici.</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/5_catinaccio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1689" title="5_catinaccio" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/5_catinaccio.jpg" alt="5_catinaccio" /></a></p>
<p>Un&#8217;immagine classica delle Dolomiti: il Bastione del Catinaccio, costituito da Dolomia dello Sciliar.</p>
<p>LE ROCCE METAMORFICHE derivano dalla trasformazione delle rocce eruttive o sedimentarie, in seguito a fenomeni di metamorfismo. A seconda del processo metamorfico interessato, si hanno le rocce metamorfiche di contatto (calcari cristallini o marmi, calcefiri, quarziti, cornuubianiti), dinamometamorfiche (brecce di frizione, miloniti), di impatto meteoritico, e scisti cristallini che a loro volta si suddividono in ortoscisti (di origine eruttiva), ortogneiss (da rocce eruttive acide), anfiboliti, eclogiti, prasiniti (derivate da rocce eruttive più basiche), cloritoscisti, talcoscisti, serpentine e serpentinoscisti (derivati da rocce ancor più basiche), in parascisti (origine sedimentaria), argilloscisti (derivati da rocce argillose e arenacee sottoposte a diversi gradi di metamorfismo), calcescisti e marmi (derivati da rocce calcaree) e in metacisti (origine mista), come migmatiti. In base alla loro temperatura e pressione, si distinguono cinque grandi gruppi:</p>
<p>- scisti verdi ( basse temperature, inferiori a 100° C, basse pressioni);</p>
<p>- scisti blu (basse temperature e pressioni medio alte);</p>
<p>- anfiboliti (medie temperature, 500 - 700°C, pressioni medio basse);</p>
<p>- eclogiti (medie temperature e alte pressioni);</p>
<p>- granuliti (alte temperature, 800 - 900° C, medie pressioni).</p>
<p>Temperature superiori a 900° C determinano la fusione delle rocce dando forma ai fusi anatettici.</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images4.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1690" title="images4" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images4.jpg" alt="images4" /></a> Galleria Pescatori, una delle nove gallerie lungo l&#8217;Aurelia fra Cogoleto e Varazze, in Liguria, con il muro di sostegno in serpentinoscisto verde.</p>
<p>Viliana Trombetta  (Dipartimento di Comunicazione del Verona Mineral Show)</p>
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		<title>In che modo la pubblicità comunica e persuade?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 16:30:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cosa succede quando una persona è esposta ad uno spot pubblicitario? L’interpretazione del messaggio sarà quello voluto dal mittente, oppure no? Lo spot verrà ignorato, la persona cambierà posizione rispetto ai propri gusti riguardo a quella marca, quale saranno le reazioni? Le risposte a tutto questo implicano una comprensione dei processi psicologici come la percezione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1684" title="images3" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images3.jpg" alt="images3" /></a>Cosa succede quando una persona è esposta ad uno spot pubblicitario? L’interpretazione del messaggio sarà quello voluto dal mittente, oppure no? Lo spot verrà ignorato, la persona cambierà posizione rispetto ai propri gusti riguardo a quella marca, quale saranno le reazioni? Le risposte a tutto questo implicano una comprensione dei processi psicologici come la percezione, l’elaborazione dell’informazione, la comunicazione, la persuasione, il cambiamento di atteggiamento, ecc. <span id="more-1683"></span><br />
La domanda principale che ogni persona deve farsi ogni volta che deve proporre creatività o fare semplicemente un discorso, è “quale obiettivo devo raggiungere?”  e non  “di cosa devo parlare?”. In effetti, senza un obiettivo, senza una meta precisa, è come prendere la macchina senza sapere dove andare. Nella comunicazione è la stessa cosa: se non c’è un obiettivo da raggiungere le nostre parole vagheranno nel vuoto. La maggior parte delle persone ritiene che comunicare significhi informare, dire ciò che pensa o trasmettere dati, senza tener conto che uno degli elementi fondamentali per fare questo è ottenere l’interesse dell’interlocutore.  Le altre  domanda sono: “ che cosa voglio che la gente faccia, perché mi dovrebbero stare a sentire?”.<br />
Le motivazioni per cui una persona è più portata verso un certo tipo di informazioni piuttosto che altre, sono tante quante sono le persone e dipendono dalle differenze individuali ( esigenze di informazione, interessi, cultura, contesto sociale, stile, valori, ecc). Ognuno ha una propria percezione che può essere definita come “il processo attraverso il quale una persona mantiene contatto col proprio ambiente, riceve degli stimoli e li interpreta”. Di tutto il bombardamento pubblicitario a cui siamo sottoposti quotidianamente solo una piccolissima percentuale attraversa il filtro dell’ attenzione. Se poi l’informazione ha un valore pratico, è stimolante, è interessante, utile  e trasmette uno stato d’animo piacevole, è certamente vantaggiosa sia per l’emittente che per il ricevente. Di solito le persone hanno una preferenza per le informazioni che danno loro sostegno, dalle quali sono stimolate ad approfondire perché ritenute gratificanti. Però è anche vero che la gente è curiosa del mondo che la circonda, specialmente quando si annoia cerca la novità, l’inaspettato, il cambiamento ,la complessità , qualcosa da cui imparare e da cui gioire. Gli eventi prevedibili, le cose scontate, annoiano a breve termine. Esiste un tipo di pubblicità “emotiva”che ha effetto proprio perché incentrata sulla generazione di emozioni, sulle percezioni delle emozioni che circondano l’esperienza raccontata. Da qui i vari approcci alternativi, i vari stili di comunicazione, al fine di abbattere quelle barriere percettive attraverso le quali certi messaggi altrimenti non passerebbero.</p>
<p>Viliana Trombetta</p>
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		<title>COMUNICAZIONE ENERGETICA, OVVERO L&#8217; IMPORTANZA DI TRASMETTERE EMOZIONI E PENSIERI POSITIVI</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 17:55:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Whilhelm Reich, psicanalista, scienziato ed orgonomista degli anni &#8216;30, padre della bioenergetica, intuì che tutti gli uomini sono prigionieri di una corazza energetica che limita e, a volte, impedisce il manifestarsi dei loro sentimenti e pensieri. L&#8217; uomo è dunque un centro energetico che assorbe ed emana energia che viene percepita dagli interlocutori e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1680" title="images2" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/images2.jpg" alt="images2" /></a>Whilhelm Reich, psicanalista, scienziato ed orgonomista degli anni &#8216;30, padre della bioenergetica, intuì che tutti gli uomini sono prigionieri di una corazza energetica che limita e, a volte, impedisce il manifestarsi dei loro sentimenti e pensieri. L&#8217; uomo è dunque un centro energetico che assorbe ed emana energia che viene percepita dagli interlocutori e che li influenza. <span id="more-1678"></span>Gli stessi pensieri influenzano i nostri atteggiamenti, lasciando trapelare i nostri stati d&#8217; animo. Il corpo parla e non mente mai. La fisica ha scoperto una varietà di frequenze irradiate a vari livelli: simpatia e amicizia sono di diversa frequenza da quelle dell&#8217;antipatia o di  malesseri. Il linguaggio del corpo, quello non verbale, dell&#8217;abbigliamento, della fisiognomica, sono il pane quotidiano per chi si occupa della comunicazione ma spesso ci si dimentica dei contenuti, delle parole usate che sono la benzina di un discorso. Parliamo del linguaggio verbale, dell&#8217; energia di parole positive con  il potere di creare pensieri positivi e quindi azioni positive. Si provi a pensare a tutte quelle parole che evocano sensazioni positive, parole con un potere vibrazionale positivo: felice, energico, scattante, esaltante, straordinario, eccelso, intelligente, ecc. La stessa parola &#8220;sì&#8221; ha un suono molto diverso dal &#8220;no&#8221;; la prima è dolce, suadente, mentre la seconda è dura, secca, astiosa e predispone in tutt&#8217;altra situazione. Non possiamo permetterci di utilizzare le parole con leggerezza, proprio perchè hanno intrinseco il loro proprio potere che può essere benefico persino per noi stessi. Gli orientali conoscono bene questa pratica vibratoria, dove qualsiasi parola pronunciata con chiara consapevolezza e concentrazione ha valore di materializzazione. Nello Yoga i pensieri rappresentano il lato maschile, le emozioni quello femminile, mentre l&#8217;azione è la manifestazione corretta dell&#8217;equilibrio tra le due parti. Le conoscenze ed i  concetti diventano inutili se sono espressi male. Quante donne si lamentano che i propri mariti non le ascoltano? Forse è una questione di modalità o  forse non hanno nessun motivo per farlo; sta di fatto si continua ad utilizzare una comunicazione inefficace.  Comunicare significa &#8220;fare il bene comune&#8221;, in modo tale che chi riceve il messaggio possa avere lo stesso vantaggio di chi lo trasmette. Motivare l&#8217;altro all&#8217; ascolto è l&#8217;elemento fondamentale di una comunicazione buona ed efficace.  E poi&#8230; sorridete più spesso! E&#8217; una delle tecniche di uno speaker radiofonico che sa bene quanto il sorriso sia contagioso.</p>
<p>Viliana Trombetta</p>
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		<title>Confermata la disposizione del decreto che cambia il quadro legislativo per le energie rinnovabili.</title>
		<link>http://www.naradapress.eu/rubriche/energie-rinnovabili/confermata-la-disposizione-del-decreto-che-cambia-il-quadro-legislativo-per-le-energie-rinnovabili/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 08:27:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[certificati verdi]]></category>

		<category><![CDATA[decreto legge 78/10]]></category>

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		<category><![CDATA[manovra finanziaria energie rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gestore dei Servizi Energetici non sarà più obbligato a riacquistare i certificati verdi  in eccesso rispetto agli obblighi dei produttori. L’articolo 45 contenuto nella manovra finanziaria (decreto legge 78/10) del governo è stato confermato nonostante le critiche e i timori di tutte le associazioni ambientaliste e di settore dello scorso venerdì.
La misura 45 afferma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/eolico02.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1666" title="eolico02" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/eolico02.jpg" alt="eolico02" /></a>Il Gestore dei Servizi Energetici non sarà più obbligato a riacquistare i certificati verdi  in eccesso rispetto agli obblighi dei produttori. L’articolo 45 contenuto nella manovra finanziaria (decreto legge 78/10) del governo è stato confermato nonostante le critiche e i timori di tutte le associazioni ambientaliste e di settore dello scorso venerdì.<span id="more-1665"></span><br />
La misura 45 afferma che: “L’articolo 2, comma 149, della Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 e l’art. 15, comma 1, del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 18 dicembre 2008 sono soppressi”.</p>
<p>In base alle norme soppresse il GSE era tenuto a ritirare, in un certo anno, i certificati verdi che eccedevano gli obblighi dell&#8217;anno precedente di ogni soggetto obbligato (il prezzo corrisposto era pari al prezzo medio riconosciuto ai CV nell&#8217;anno precedente e registrato dal Gestore dei Mercati Energetici).<br />
Questa misura mirava a mantenere l&#8217;equilibrio nel mercato dei certificati verdi in caso di eccesso di offerta. Se un soggetto obbligato otteneva più certificati di quelli che gli necessitavano in quell&#8217;anno, poteva utilizzarli per gli obiettivi degli anni successivi oppure venderli sul mercato. Ma poiché il prezzo di mercato dei CV negli ultimi anni tendeva a scendere, queste vendite future potevano destabilizzare il mercato. Con la Finanziaria 2008 si decise allora che il GSE avrebbe ritirato i CV l&#8217;anno successivo ad un prezzo certo.</p>
<p>Questa nuova modifica del sistema incentivante sembra inspiegabile perché in contrasto con l’obiettivo dell’Italia di raggiungere il 17% di energia rinnovabili al 2020 sui consumi finali di energia e giunge a pochissime settimane dalla presentazione alla Commissione Europea del Piano di Azione Nazionale sulle rinnovabili in cui andranno delineati gli strumenti e le misure idonee a raggiungere questo target.<br />
Questo provvedimento improvviso, che cambia in corsa il quadro legislativo, potrebbe essere un colpo durissimo per tutto il settore, senza che peraltro ciò vada ad incidere sulle entrate dello Stato, ma come sappiamo solo sulle bollette elettriche.<br />
Si mettono così a rischio gli investimenti già effettuati e quelli futuri, e anche molti posti di lavori (25.000 lavoratori sono operativi nel solo eolico) in uno dei pochi comparti che ha retto la crisi. Secondo alcuni osservatori questa norma è stata voluta anche da settori della Lega e da alcune parti della Confindustria, senza che gli uffici tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico venissero minimamente consultati.</p>
<p>Alcuni esponenti dell&#8217;opposizione, come Francesco Ferrante del Pd, ritengono che &#8220;questa norma del Governo non trova altra spiegazione se non quella dell’abbandono delle fonti rinnovabili, forse per inseguire la chimera nucleare&#8221;.</p>
<p>Fonte: QualEnergia</p>
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		<title>Competitività nel fotovoltaico.</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 10:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il 2010 per il fotovoltaico sarà un anno caratterizzato da oversupply. Probabile una capacità produttiva tripla rispetto ad una domanda che comunque crescerà del 43%, arrivando a oltre 10 GW. La competizione sarà sui prezzi ma sono anche altre le caratteristiche che faranno la differenza tra le aziende del settore. 
Il 2009 è stato un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2010 per il fotovoltaico sarà un anno caratterizzato da oversupply. Probabile una capacità produttiva tripla rispetto ad una domanda che comunque crescerà del 43%, arrivando a oltre 10 GW. La competizione sarà sui prezzi ma sono anche altre le caratteristiche che faranno la differenza tra le aziende del settore. <span id="more-1658"></span><br />
Il 2009 è stato un anno turbolento per mercato mondiale del fotovoltaico. Una tempesta di eventi, primo fra tutti la crisi economica con relativa stretta sul credito, che ha portato ad un capovolgimento della situazione: dalla fine del 2008 il mercato è passato da supply-driven a demand-driven. Ossia, da una congiuntura in cui l’offerta era inferiore alla domanda, ad una in cui c’è si è verificato un eccesso di produzione rispetto alla domanda, con un conseguente calo dei prezzi.<br />
Cosa succederà allora nel 2010? Che caratteristiche dovranno avere le aziende per sopravvivere e prosperare? Un’idea la si può avere sfogliando The New Solar Market 2Q 2010, l’ultimo studio di mercato pubblicato dalla società di consulenza Pike Research. <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/nsm-10-pike-research.pdf">nsm-10-pike-research</a></p>
<p>Nel corso del 2009, come detto, diversi fattori hanno portato ad una situazione con più offerta che domanda: stretta del credito, taglio (a ottobre 2008) degli incentivi in Spagna (con un calo annuale di 2,2 GW della domanda), aumento della disponibilità di polysilicon e prezzi in caduta libera. Risultato: un aumento della produzione e della quota di mercato dei moduli meno costosi, come quelli a film sottile (di First Solar in primis) e quelli di produzione asiatica. A salvare in parte il settore, la domanda del mercato tedesco (record di installazioni nell’anno appena concluso con 3,8 GW), ma nel complesso la tendenza è stata quella di un mercato sempre più demand-driven, con prezzi in calo che hanno premiato chi produce a basso costo e diversi stabilimenti, dai costi di produzione troppo elevati, che sono stati chiusi o delocalizzati.</p>
<p>Una tendenza che secondo Pike Research proseguirà anche nel 2010, nonostante una continua crescita della domanda. Per l’anno a venire la previsione è di un +43% rispetto al 2009, per arrivare ad una domanda per 10,1 GW, soprattutto da Germania (nonostante i tagli agli incentivi), Italia, Stati Uniti, Giappone e Francia. Per i prossimi tre anni invece la previsione è di una crescita media della domanda del 25% annuo fino a 19 GW/anno nel 2013: a guidarla mercati come quello italiano e statinitense, ma anche cinese e una serie di nuovi piccoli mercati emergenti. La produzione si prevede comunque in eccesso: il numero dei produttori di celle e moduli, infatti, è “cresciuto in maniera insostenibile”; sono circa 190 gli attori (escludendo piccole aziende da meno di 5 MW annui). Al 2010 si potrebbero produrre moduli solari per 30 GW, cioè il triplo della domanda prevista.</p>
<p>Un eccesso di produzione che significherà forte competizione e spingerà ulteriormente al ribasso i prezzi. Con una grande offerta di moduli di pari qualità ed efficienza, sarà il costo per watt il fattore determinante per il successo delle industrie. Come faranno le aziende ad abbassare i costi? Oltre a puntare sulle economie di scala, utilizzando manodopera a basso costo (ad esempio concentrando la produzione, oltre che in Cina, a Taiwan, in Malesia o nelle Filippine); usando materiali più economici e rinegoziando i contratti di fornitura del polysilicon e, infine, introducendo innovazioni che rendano il processo sempre più economico.</p>
<p>Oltre al prezzo anche l’efficienza dei moduli resterà un fattore chiave nella competizione, specie per aggiudicarsi la domanda dai grandi impianti, mentre costo per watt, reputazione del marchio e possibilità di integrazione restano decisivi per il settore del residenziale. Se moduli con efficienze medio-basse, come quelli di First Solar (11,1%), continuano ad aggiudicarsi ordini da grandi impianti grazie al costo stracciato per watt, la tendenza - spiega il report - verso i prodotti più efficienti. L’efficienza infatti va ad influire sul numero di moduli necessari per un impianto multimegawatt e, di conseguenza, sui costi complessivi (i moduli incidono solo per la metà). Dunque, visto che nei mercati emergenti (come Usa e Cina) il grosso della domanda verrà dai grandi impianti chi li produrrà ad alta efficienza sarà premiato.</p>
<p>Altro fattore di competitività è l’integrazione. Specie per i grandi impianti vincerà la competizione chi riesce a fornire il “chiavi in mano”: aziende che provvedono non solo alla produzione e alla fornitura dei moduli, ma che anche alla progettazione, all’ottenimento dei permessi, alla realizzazione e a quanti più servizi possibili.<br />
La tendenza è sempre più quella di vendere elettricità, anziché moduli, seguendo il cliente dalla produzione del modulo all’operation dei grandi parchi.</p>
<p>Fonte: Qualenergia</p>
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		<title>Grande esposizione di meteoriti al Verona Mineral Show. Edizione n° 44. L&#8217;intervista a cura di Viliana Trombetta. Le radio dove vincere i biglietti per l&#8217;ingresso in Fiera a Verona.</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 21:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ Oltre 350 espositori in rappresentanza di 34 Nazioni, 20.000 mq di esposizione di minerali, fossili, gemme, pietre dure, bigiotteria, libri, coralli, conchiglie, lavorati, editoria, oggettistica, attrezzature. La novità di questa edizione è rappresentata dalla grande esposizione  “ Meteoriti “ e “Impatti” all’interno del padiglione n.7 della Fiera di Verona.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/meteorite.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1654" title="meteorite" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/meteorite.jpg" alt="meteorite" /></a> Oltre 350 espositori in rappresentanza di 34 Nazioni, 20.000 mq di esposizione di minerali, fossili, gemme, pietre dure, bigiotteria, libri, coralli, conchiglie, lavorati, editoria, oggettistica, attrezzature. La novità di questa edizione è rappresentata dalla grande esposizione  “ Meteoriti “ e “Impatti” all’interno del padiglione n.7 della Fiera di Verona.<br />
Circa 300 campioni provenienti in parte da collezioni private e in parte da  Università e Musei di tutte le tipologie di meteoriti, dalle condriti ordinarie a quelle enstatiti, dalle rare e preziose condriti carbonacee alle rarissime meteoriti lunari e marziane. <span id="more-1652"></span>Per chi ama esprimere il desiderio alla vista di una &#8220;stella cadente&#8221;, non occorrerà attendere la notte del 10 agosto. Tra i pezzi esposti meritano una segnalazione particolare:<br />
la massa maggiore della caduta italiana di Albareto, del 6 luglio 1766 nella provincia di Modena, una delle meteoriti più antiche ritrovata nel nostro territorio;  un campione  di oltre 2 kg. della meteorite di Alfianello, caduta vicino Brescia nel 1883 e uno di 879 grammi della caduta di Girgenti del 1853. Inoltre, un campione della caduta di Bur Gheluai di oltre 15 kg ed un pezzo di circa 7 etti della meteorite marziana Dar Al Gani 670 .<br />
Un’ esposizione dedicata alla storica miniera di Perticara in cui nei passati secoli si estraeva lo Zolfo evidenzierà alcuni momenti significativi della storia.<br />
Ulteriori campioni, sia meteoritici che di materiale da impatto, provengono da una delle più grandi collezioni private di oltre 700 campioni tra cadute e recuperi di tutto il mondo.</p>
<p>Intervista ad uno dei maggiori collezionisti di meteoriti, nel settore privato:</p>
<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/chinellato.mp3">Matteo Chinellato</a></p>
<p>ENTI PARTECIPANTI : Museo Civico Storia Naturale di Verona, Museo Civico di Brescia, Museo Zannato di Montecchio, Museo di Roncà, Museo Grotta di Fumane, Istituto Minerario di Agordo, Università Scienze della Terra di Urbino, Museo di Storia Naturale di Milano, Università agli studi di Modena e Reggio Emilia, Università di Roma e della Specola Vaticana. Avranno ospitalità come sempre per gli alti scopi umanitari la Onlus “Emera” e “ Medici senza Frontiere”.</p>
<p>Le radio dove vincere i biglietti:</p>
<p>CIAO RADIO (BOLOGNA); TPN HIT ENERGY (PORDENONE); RADIO SAN BONIFACIO (VERONA); RADIO 2 LAGHI (VARESE); RADIO CORTINA (BELLUNO); RADIO DIVA (ROVIGO); BABY RADIO (CHIOGGIA); RADIO RCS (VERONA).</p>
<p>Biglietto d’ingresso : Adulti € 7   -   ridotti (6/14 anni e over 70)  € 5<br />
Orario dalle 9 alle 19<br />
Prossima edizione  a dicembre, nei giorni 3 4 e 5</p>
<p>Info: www.veronamineralshow.com</p>
<p>La Narada Press è Media Partner dell&#8217;evento.</p>
<p>Viliana Trombetta</p>
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		<title>La nuova guida del GSE sul conto energia</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 09:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato la quinta edizione della Guida al Conto Energia (Decreto 19/02/07) che è possibile consultare e scaricare (pdf) dal sito web (vedi allegato). conto-energia-gse
La pubblicazione (50 pp.), curata dal GSE, è un facile e completo strumento di consultazione per tutti coloro che intendono realizzare un impianto fotovoltaico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato la quinta edizione della Guida al Conto Energia (Decreto 19/02/07) che è possibile consultare e scaricare (pdf) dal sito web (vedi allegato). <a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/conto-energia-gse_5edizione.pdf">conto-energia-gse</a><span id="more-1648"></span></p>
<p>La pubblicazione (50 pp.), curata dal GSE, è un facile e completo strumento di consultazione per tutti coloro che intendono realizzare un impianto fotovoltaico e richiedere al GSE i relativi incentivi.<br />
La nuova guida riporta l’aggiornamento delle tariffe incentivanti ai valori del 2010 e tiene conto dell&#8217;evoluzione del quadro normativo in seguito alla pubblicazione della legge Sviluppo 99/09 e della delibera AEEG ARG/elt 186/09.<br />
La Legge 99/09 introduce numerose misure a favore dello sviluppo del fotovoltaico in Italia. Tra queste sono da evidenziare:</p>
<p>I Comuni fino a 20mila abitanti possono richiedere il servizio di scambio sul posto per gli impianti di potenza inferiore ai 200 kW;</p>
<p>Il Ministero della Difesa può usufruire del servizio di scambio sul posto anche per impianti di potenza maggiore ai 200 kW;</p>
<p>I Comuni possono destinare terreni di propria appartenenza per realizzare impianti da cedere a privati e cittadini.</p>
<p>La modifica più rilevante della delibera dell’Autorità 186/09 è invece quella che prevede la possibilità, per gli utenti dello scambio sul posto, di richiedere al GSE il rimborso monetario delle eccedenze di produzione rispetto ai consumi, su base annuale.</p>
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		<title>A Solarexpo le previsioni per il 2050 sulla diffusione del fotovoltaico a livello mondiale</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 13:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Solarexpo & Greenbuilding 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Iea (Solar Pv technology roadmap), presentato in anteprima proprio al Solarexpo, stima che questa tecnologia potrà fornire circa l&#8217;11% della produzione elettrica complessiva nel 2050. Paolo Frankl, direttore della divisione fonti rinnovabili dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia, ha spiegato che bisogna aggiungere una percentuale analoga proveniente dal solare termodinamico, grazie alle future centrali a concentrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Iea (Solar Pv technology roadmap), presentato in anteprima proprio al Solarexpo, stima che questa tecnologia potrà fornire circa l&#8217;11% della produzione elettrica complessiva nel 2050. Paolo Frankl, direttore della divisione fonti rinnovabili dell&#8217;Agenzia internazionale dell&#8217;energia, ha spiegato che bisogna aggiungere una percentuale analoga proveniente dal solare termodinamico, grazie alle future centrali a concentrazione costruite soprattutto nell&#8217;Africa del Nord, Stati Uniti e Medio Oriente.<span id="more-1638"></span> Così tra un quinto e un quarto dell&#8217;energia prodotta nel mondo nel 2050 proverrà da impianti solari. Le stime dell&#8217;Iea sulla potenza installata in questa fonte alternativa fra quarant&#8217;anni sono quasi raddoppiate dal 2008 al 2010, passando da 1.600 a 3.000 Gw. Secondo Frankl, almeno la metà degli impianti fotovoltaici sarà di tipo residenziale, perché quelli di più ampie dimensioni soffriranno la concorrenza di altre tecnologie rinnovabili; per quanto riguarda, infine, la grid parity (quando l&#8217;energia generata dai pannelli costerà come quella tradizionale) servirà invece ancora una decina d&#8217;anni.</p>
<p>Viliana Trombetta</p>
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		<title>Ultimo avvertimento dalla Commissione Europea all&#8217;Italia: in arrivo le multe per l&#8217;inquinamento da PM10</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 13:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>viliana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE sulla qualità dell’aria. Si tratta del secondo e ultimo avvertimento scritto, inviato all’Italia per aver superato i valori limite del PM10 in numerose zone o agglomerati del paese.  Il triste primato di morti per inquinamento va alla Lombardia.  Secondo il Commissario UE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/centralina.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1633" title="centralina" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/centralina.jpg" alt="centralina" /></a>La Commissione europea procede contro l’Italia per la mancata osservanza delle norme UE sulla qualità dell’aria. Si tratta del secondo e ultimo avvertimento scritto, inviato all’Italia per aver superato i valori limite del PM10 in numerose zone o agglomerati del paese.  Il triste primato di morti per inquinamento va alla Lombardia.  Secondo il Commissario UE per l’ambiente, Janez Potočnik,  “L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350 000 morti premature in Europa.<span id="more-1631"></span> In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10 000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato.  Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni”.<br />
“Questi dati - dichiara Andrea Poggio, vice direttore nazionale di Legambiente - sono la triste conferma che c’è molto da fare. Non è possibile aspettare ancora misure efficaci e risolutive. E se la giornata nazionale della bicicletta promossa per domenica dal ministero dell’Ambiente è un’iniziativa fondamentale per promuovere una mobilità alternativa, è quanto mai urgente presentare il Piano nazionale anti-smog, che il ministro Prestigiacomo aveva promesso entro la fine di marzo ma che ancora non ha visto la luce&#8221;.<br />
La Commissione Europea aveva già bocciato quasi tutti i Piani Regionali e Comunali di risanamento dell&#8217;aria, constatato l&#8217;inesistenza di un Piano Nazionale e avviato una procedura di infrazione nei confronti del Governo italiano. Si rischia così di condannare l’Italia a pagare una salatissima multa per inquinamento, che pagheremo con le nostre tasse. Nel documento finale della Commissione, oltre alla Lombardia, che fa da capofila dei bocciati, troviamo anche l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto, la Provincia Autonoma di Trento, la Provincia Autonoma di Bolzano, la Valle d&#8217;Aosta, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo, la Campania, la Puglia e la Sicilia.<br />
Il risanamento della qualità dell’aria potrebbe partire proprio dalle città italiane che rappresentano il terreno privilegiato per attivare processi di riduzione delle emissioni inquinanti e per combattere i cambiamenti climatici migliorando la qualità della vita dei cittadini. E’ urgente un piano di rilancio del trasporto pubblico, ferroviario in primis, con l’acquisto di nuovi treni per i pendolari. Bisogna attuare, in tutte le aree più densamente urbanizzate, un piano eccezionale di 100 nuove metropolitane leggere, con grandi bus su corsie protette con semafori intelligenti agli incroci, fermate accessibili, comode e riparate. In questo modo si potrebbero togliere, in un paio d&#8217;anni, centinaia di migliaia di auto che entrano e circolano nelle città e in provincia, tutti i giorni.<br />
“Esistono oggi  - ha concluso Poggio - una serie di interventi già efficaci in altri paesi europei, dalle “Low Emission Zone”, con misure annuali e stagionali di limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, alle riduzioni dei limiti di velocità, ai divieti per i motori diesel non dotati di filtri antiparticolato. Bisogna intervenire anche nel settore energetico, promuovendo politiche di risparmio ed efficienza e utilizzo di fonti rinnovabili, a partire dai pannelli solari per riscaldare l&#8217;acqua nelle abitazioni”.  (Fondazione Legambiente Innovazione).</p>
<p>Il metodo ufficiale riconosciuto dall&#8217;Unione europea e quindi dall&#8217;Italia (oltre che dall’Agenzia ambientale degli Stati Uniti), è quello gravimetrico che consiste nel catturare in un filtro di teflon, di quarzo o di fibra di vetro le particelle sospese in un dato volume d&#8217;aria per successivamente determinarne il peso mediante pesata manuale. Questa tecnica permette di stabilire la concentrazione in termini di massa su volume (microgrammi/m3) e viene usata sia per il PM10 che per il PM2,5.L&#8217;aria raccolta viene campionata attraverso opportuni dispositivi che permettono di selezionare la dimensione delle particelle.<br />
E’ possibile effettuare la misura del PM10 impiegando sistemi di misura automatici dotati di certificato di equivalenza al metodo di riferimento.<br />
I sistemi di misura automatici per PM10 più comunemente impiegati impiegano la metodologia basata sul principio dell&#8217;attenuazione beta ossia dell&#8217;attenuazione dell&#8217;energia associata ad un fascio di elettroni, che si verifica in conseguenza dell&#8217;attraversamento di uno strato sottile di materiale. Le particelle beta vengono emesse da una sorgente radioattiva di carbonio 14 e rilevate da un contatore geiger. La misura viene fatta misurando l&#8217;assorbimento di radiazioni beta prima e dopo la cattura delle particelle sospese.</p>
<p>Viliana Trombetta</p>
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		<title>Carnaby Street compie 50 anni. A giugno mostre ed eventi per riscoprire la strada storica di Londra.</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 12:59:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Situata a pochi metri da  Oxford Street e Regent Street, è un vero paradiso per gli acquisti in una piccola area pedonale, con circa 100 negozi.  Nella mitica Carnaby Street, dove 50 anni fa si incontravano il giovanissimo Mick Jagger e centinaia di ragazzine che imitavano Twiggy (la modella icona dei Sixties), nascono ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/515.jpg"><img class="size-full wp-image-1628 alignright" title="515" src="http://www.naradapress.eu/wp-content/uploads/515.jpg" alt="515" width="300" height="225" /></a>Situata a pochi metri da  Oxford Street e Regent Street, è un vero paradiso per gli acquisti in una piccola area pedonale, con circa 100 negozi.  Nella mitica Carnaby Street, dove 50 anni fa si incontravano il giovanissimo Mick Jagger e centinaia di ragazzine che imitavano Twiggy (la modella icona dei Sixties), nascono ancora nuove mode e look all&#8217;avanguardia.<span id="more-1626"></span> La sua presenza è testimoniata da più di 3 secoli nelle carte e gli  annali di Londra, ma solo alla fine degli anni ’50 del ’900 Carnaby  Street è diventata il centro di tendenza della moda internazionale,  nell’epoca d’oro della swinging London. Alle porte del quartiere di  Soho, con il vivace via vai di musicisti, artisti, scrittori e fotografi  dei locali blues  della scena underground in piena evoluzione, Carnaby  Street diventò presto la vetrina dell’immagine esteriore di quella  cultura.<br />
Nel 1959 John Stephen aprì il primo negozio di vestiti di Carnaby  Street, che si chiamava “His clothes”. Per lui lavorò sperimentando sul  design <strong>David Bowie</strong>, e presto molte bands si rivolsero  ai sempre più numerosi negozi di moda della strada per studiare il loro  look:  i <strong>Beatles</strong>, e gli <strong>Who</strong> solo per  citare i più noti.<br />
Insieme al fenomeno culturale e di costume, Carnaby street fu un  fenomeno economico, fu la scoperta del mercato della moda giovanile.  Stephen diventò celebre in tutto il mondo e potè aprire numerosi negozi a  Londra e New York perché comprese le grandi possibilità del design  creato sull’onda dei successi musicali e di costume e reso accessibile a  tutti. E Carnaby Street a tuttoggi è la vetrina di tendenza per i  giovani di tutto il mondo, a dimostrazione che l’intuizione dei designer  di quell’epoca fu davvero significativa.</p>
<p>Fra i negozi della Kingly Court, Harriet Sanders  è una vetrina dei migliori talenti creativi della scena londinese: attualissime le borse del tailandese Rudi Joti e quelle in pelle nera di Gemma Johnson, i guanti in tricot di Rachel Esswood, i gemelli da polso in ceramica di Sonia Spencer. All’ora di pranzo, per un’insalata di zucchine e parmigiano si può tentare da Shampers, ambiente accogliente, con una buona selezione di bottiglie anche sotto le 20 sterline.  A pochi passi, all’11, il minuscolo Peckham Rye riconcilia con cravatte e farfallini anche chi ha messo tutta la vita solo maglie a girocollo: qui tutto è realizzato in seta made in England, cravatte di ogni colore e fantasia, morbide sciarpe indossate dai gentlemen della City.</p>
<p>Ampia scelta di mostre: alla Tate Britain (www.tate.org.uk) si visita fino al 16 maggio la retrospettiva di Chris Ofili: un viaggio coloratissimo attraverso il lavoro dell’artista inglese di origini nigeriane (Manchester, 1968) che scioccò, nel 1999, Rudolph Giuliani con il dipinto The Holy Virgin Mary (un&#8217;opera che appoggiava su due palle di sterco di elefante, simbolo di fertilità per l’artista). Poi i suoi quadri, diventati più decorativi ed eleganti, hanno rappresentato l&#8217;Inghileterra con successo alla Biennale di Venezia del 2003. Ma la rassegna del momento è Carnaby Street: 1960-2010 , allestita al 38 di Carnaby Street e dedicata alla storia della via. Il racconto, sotto vetro, si dipana per oltre quattro secoli, dal Seicento a oggi, narrando, per esempio, le fortune di negozi come His Clothes, aperto da John Stephen prima in Beak Street e poi in Carnaby Street, meta obbligata per i Beatles e i Rolling Stones. In occasione delle celebrazioni del cinquantennio è previsto anche un live music a giugno e una sfilata di moda a settembre. In vendita il volume, a tiratura limitata, Carnaby Street: 1960-2010 con immagini del celeberrimo fotografo degli anni Sessanta, Philip Townsend.</p>
<p>Viliana Trombetta</p>
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