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PROGETTO FUOCO 2016

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Per 5 giorni, dal 24 al 28 febbraio, Veronafiere ospiterà Progetto Fuoco, il più importante evento mondiale  nel settore del riscaldamento a legna. Una manifestazione unica nel suo genere, con numeri di assoluto  rilievo. Basti pensare che nel 2014 hanno partecipato  653 aziende
(+20% rispetto all’edizione precedente) delle quali 248 estere su 85.000 metri quadrati  di superficie espositiva con l’esposizione di oltre 250  prodotti funzionanti, grazie a un sofisticato impianto di aspirazione fumi. Sempre nell’edizione 2014 sono stati  75.000 i visitatori
(+20%, rispetto all’edizione 2012),  9.000 dei quali stranieri, provenienti da ben 36 Paesi. E il 2016, a giudicare dalle adesioni, promette di essere un’edizione in ulteriore crescita, con il gotha della produzione mondiale a proporre, in 7 padiglioni più le aree esterne, l’intera gamma di attrezzature, sistemi e prodotti: dai caminetti alle stufe a legna e a pellets, dalle cucine a legna alle termocucine, fino agli accessori. In pratica una sorta di mercato globale per gli addetti al settore come istallatori, produttori di biocombustibili, manutentori, progettisti, commercialisti, fino ovviamente all’utilizzatore finale di impianti a biomasse, sia in scala domestica che civile e industriale.
Piemmeti spa, società organizzatrice di Progetto Fuoco 2016, si avvarrà, per questa che è la decima edizione, delle collaborazioni di AIEL, Università di Padova, TeSAF, Anfus, Assocosma e tutte le principali associazioni del settore. Oltre all’aspetto puramente espositivo, il management sta curando con particolare attenzione la parte convegnistica che sarà particolarmente ricca di contenuti e approfondimenti su un tema, quello del riscaldamento a legna, quanto mai attuale e intorno al quale ancora emergono dubbi e diffidenza generate spesso da una informazione approssimativa, talvolta addirittura scorretta.
Basti pensare che un miglior sfruttamento di una risorsa come il riscaldamento a legna, che l’Italia sfrutta solo per il 25% della potenzialità, potrebbe produrre benefici in termini di cura dei boschi (grazie a procedure mirate e di semplice attuazione), notevole aumento di manodopera (attualmente sono impiegate circa 45.000 unità lavorative – dati Aiel) e una progressiva emancipazione dalla dipendenza da fonti di energia da fonti fossili per le quali l’Italia spende oltre 60 miliardi di euro l’anno, importando prodotto principalmente da Russia, Algeria e Libia. E fin qui possiamo parlare di disinformazione. Ma arriviamo a parlare di informazione inesatta quando si vanno a toccare temi come l’ambiente e la salute della popolazione. In particolare è stato sollevato il caso legato all’inquinamento derivante dalle stufe a legna, soprattutto in alcune zone del nordest italiano. In realtà il problema è relativo all’utilizzo di impianti di combustione obsoleti o malfunzionanti per quanto riguarda le caldaie o la scarsa conoscenza dell’uso del legno e delle tecniche di accensione dei camini, unitamente alla scarsa manutenzione delle canne fumarie.
Ma è stato verificato, sulla scia di studi indipendenti effettuati già nel 2005 da Arpa Biella, che l’utilizzo di apparecchiature performanti e una corretta procedura di manutenzione riduce drasticamente l’emissione di polveri nocive e quindi, di conseguenza, l’inquinamento. Ancor più quando si sceglie di adottare un  sistema di caldaie a pellet che prevede un’accensione automatizzata, dunque più sicura e più in sintonia con l’ambiente.
Progetto Fuoco intende dunque portare il suo contributo favorendo momenti di incontro per fare il punto su dinamiche di mercato, normativa per la produzione, miglioramento delle performances a favore della tutela della salute umana e dell’ambiente.

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