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Alimentazione e psiche: che cosa scegliamo di mangiare per il nostro benessere?

Alimentazione e psiche - cioccolatiniSe avete visto il film “Come l’acqua per il cioccolato” avrete captato il messaggio che amare la buona tavola è sinonimo di amare attraverso di essa. Preparare con molta cura un pranzo o una cena per qualcuno a cui si vuole bene (o per sé stessi) è una dichiarazione d’amore non indifferente.
Al contrario, c’è un detto popolare che cita di “non fare arrabbiare il cameriere quando si è al ristorante”, onde evitare di assumere, oltre alla pietanza ordinata, qualche ingrediente di troppo e non esattamente piacevole!
A parte il rispetto e la comprensione per il lavoro altrui, che occorre sempre e in ogni caso, parliamo piuttosto del rispetto verso sé stessi (e quindi anche degli altri).
Trattare bene il nostro organismo significa non introdurre alimenti nocivi, un po’ come succede per la nostra auto: se va a benzina è certo che non faremmo mai un pieno di gasolio o, se lo facciamo, non solo non ci dobbiamo aspettare poi delle prestazioni ottimali, ma dovremmo ricorrere certamente ad un buon meccanico che provvederà ad un procedimento di “disintossicazione”.
Noi siamo paragonabilissimi, da un punto di vista chimico e meccanico, ad una automobile dove avvengono procedimenti attivati dalla nostra mente e dalla nostra volontà.
Mens sana in corpore sana, ovvero: alimentazione bilanciata, buona attività fisica, prestazioni ottimali, tono dell’umore decisamente in forma.
In tutto l’Occidente si sta assistendo ad un vero e proprio business di diffusione di tantissime tipologie di diete, che ha trovato terreno fertile nella società del benessere (più della metà della popolazione ha problemi di sovrappeso).
Si mangia troppo? Si mangia male? Si associano male i cibi? Troppo in fretta? Si è consapevoli che determinati alimenti non sono poi così benefici per il proprio organismo? Di quali elementi chimici si ha bisogno prima di tutto? Si ha la cultura necessaria sulle proprietà di ogni cosa che si ingerisce?
Si mangia per nutrirsi o per sostituire il piacere del cibo con quello di cui si ha effettivamente bisogno? Ci piace trasgredire? E come?
Sulle ultime domande si potrebbe chiamare in causa Willy Pasini che, ne “Il cibo e l’amore”, indaga sulla priorità data dagli Italiani rispettivamente ai piaceri del sesso e della tavola, senza dimenticare che al sesso va anche il primato della trasgressione a cui si oppone un controllo.
Trasgressione a letto significa fare cose insolite, mentre a tavola vuol dire mangiare più del dovuto.
Il piacere della tavola è molto più diffuso tra le donne e tra coloro, in generale, che sono nella condizione di apprezzare i tempi lunghi.
Saper mangiare implica una conoscenza in materia; i buongustai conoscono dei cibi sia la qualità sia il miglior abbinamento nell’assumerli .
Volersi bene significa conoscere quali sono effettivamente i nostri bisogni, prodigarci nel soddisfarli per giungere a goderne i benefici che ne derivano.
Si dovrebbe sapere prima di tutto di che tipo di carburante si ha bisogno per dare il meglio di sé.
Un’intelligenza organizzativa poi farà il resto. Risparmiando, nella maggior parte dei casi, tanti soldi, tempo ed energie e guadagnando notevolmente in autostima.


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