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Petrografia: si occupa della descrizione e classificazione delle rocce. Qualche elemento di riconoscimento e classificazione. Turismo ed osservazione dell’ambiente (di Viliana Trombetta).

indexVediamo cos’è una roccia e qualche elemento per riconoscerla e classificarla e dove si possono facilmente incontrare (nella foto, l’Isola di Vivara, coperta da materiali piroclastici).

Una roccia è un aggregato di minerali aventi la stessa composizione, la stessa struttura e origine. La maggior parte delle rocce sono eterogenee o composte (formate da diversi minerali); raramente sono omogenee o semplici (formate da un solo minerale). In base alla loro genesi, le rocce si suddividono in tre grandi classi: ignee, sedimentarie e metamorfiche.

LE ROCCE IGNEE (o eruttive o magmatiche o endogene) si formano per consolidazione di masse fuse. In base alle condizioni di raffreddamento del magma, si hanno le rocce ignee intrusive o plutoniche (lento raffreddamento, come graniti, sieniti e gabbri), ipoabissali o filoniane (condizioni intermedie di raffreddamento, come apliti e pegmatiti), ed effusive o vulcaniche (rapido raffreddamento, come rioliti, andesiti e basalti).

In base alla composizione chimica, si hanno le rocce ignee acide o persiliciche (più del 65% di silice), oggi denominate felsiche o sialiche, neutre o mesosiliciche (dal 52 al 65% di silice) e basiche o iposiliciche (dal 45 al 52% di silice), oggi denominate femiche o mafiche. Quando la presenza di minerali costituenti tali rocce è maggiore o uguale al 90%, si parla di rocce ultrafemiche o ultrabasiche, come la peridotite e la kimberlite.

In base alla costituzione mineralogica, si hanno rocce ignee leucocrate (maggiore quantità di minerali sialici, contenenti silicio, ossigeno, alluminio, sodio, potassio), di colore bianco o comunque chiaro e rocce ignee melanocrate (maggiore quantità di minerali femici, contenenti ferro e magnesio), di colore scuro, bruno, verde o nero. Le rocce acide sono leucocrate (quarzo, muscovite, ortoclasio, microclino, plagioclasio e mica), mentre le rocce basiche sono melanocrate (biotiti, pirosseni, anfiboli e olivine). Le principali famiglie di rocce intrusive sono, dalle più acide: graniti, sieniti, sieniti eleolitiche, dioriti, gabbri, essexiti, teraliti, ijioliti, peridotiti.

costa di granito rosaCosta di granito rosa, in Bretagna.

Granito rosa: il suo nome deriva dal latino granum, in riferimento alla sua struttura granulare (olocristallina). Ha una tessitura faneritica, ossia presenza di cristalli visibili a occhio nudo (l’opposto si denomina afanitica). Il rosa è dovuto alla colorazione dei cristalli di K-feldspato (allumosilicato di potassio).

Le principali famiglie di rocce effusive sono (sempre dalle più acide): rioliti o lipariti, porfidi quarziferi, trachiti e porfidi non quarziferi (o ortofiri), fonoliti, andesiti, basalti e melafiri.

palmarola-cattedrale Baia di Palmarola, la Cattedrale (Isole Pontine), una grande roccia di origine lavica, erosa dal vento che le ha dato forme che ricordano una cattedrale gotica.

Ossidiana (vetro vulcanico): roccia a struttura vetrosa massiccia a frattura concoide, formatasi per il rapido raffreddamento della lava. Le ossidiane hanno composizione acida e sono povere o prive d’acqua (circa 1% in peso).

LE ROCCE SEDIMENTARIE (O ESOGENE) si formano per accumulo di materiali diversi che, a causa della loro diversa origine, possono essere:

– detritiche o clastiche (si formano per deposito di frammenti denominati clasti, provenienti dall’erosione di rocce preesistenti). In base alla dimensione dei loro frammenti, si hanno ruditi o psefiti (frammenti superiori ai 2 mm), areniti o psammiti (granuli da 0.10 a 2 mm) e lutiti o peliti (granuli inferiori ai 0.10 mm);

– chimiche (si formano in seguito a precipitazione di sostanze sciolte nelle acque, per evaporazione delle acque o per trasformazione in sostanze solubili. A seconda della natura chimica dei precipitati, si distinguono in saline (evaporitiche ad eccezione dei calcari), carbonatiche, calcaree, dolomitiche, manganesifere, ferrifere, alluminose e silicee;

– organogene o biogene o biochimiche (si formano per accumulo di resti di organismi animali o vegetali). Possono avere composizione calcarea, silicea, fosfatica, carboniosa, bituminosa;

– piroclastiche (si formano per deposito di materiali proiettati da vulcani duranti le fasi esplosive). Possono essere brecce vulcaniche (se formate da grossi blocchi), tufi vulcanici (se formate da lapilli), cineriti (se formate da ceneri). In genere vengono denominati tufi (tufiti, se consolidati in ambiente subacqueo) che, a seconda della composizione chimica, si distinguono in liparitici, trachitici, porfirici, basaltici, diabasici, palagonitici.

5_catinaccio

Un’immagine classica delle Dolomiti: il Bastione del Catinaccio, costituito da Dolomia dello Sciliar.

LE ROCCE METAMORFICHE derivano dalla trasformazione delle rocce eruttive o sedimentarie, in seguito a fenomeni di metamorfismo. A seconda del processo metamorfico interessato, si hanno le rocce metamorfiche di contatto (calcari cristallini o marmi, calcefiri, quarziti, cornuubianiti), dinamometamorfiche (brecce di frizione, miloniti), di impatto meteoritico, e scisti cristallini che a loro volta si suddividono in ortoscisti (di origine eruttiva), ortogneiss (da rocce eruttive acide), anfiboliti, eclogiti, prasiniti (derivate da rocce eruttive più basiche), cloritoscisti, talcoscisti, serpentine e serpentinoscisti (derivati da rocce ancor più basiche), in parascisti (origine sedimentaria), argilloscisti (derivati da rocce argillose e arenacee sottoposte a diversi gradi di metamorfismo), calcescisti e marmi (derivati da rocce calcaree) e in metacisti (origine mista), come migmatiti. In base alla loro temperatura e pressione, si distinguono cinque grandi gruppi:

– scisti verdi ( basse temperature, inferiori a 100° C, basse pressioni);

– scisti blu (basse temperature e pressioni medio alte);

– anfiboliti (medie temperature, 500 – 700°C, pressioni medio basse);

– eclogiti (medie temperature e alte pressioni);

– granuliti (alte temperature, 800 – 900° C, medie pressioni).

Temperature superiori a 900° C determinano la fusione delle rocce dando forma ai fusi anatettici.

images4 Galleria Pescatori, una delle nove gallerie lungo l’Aurelia fra Cogoleto e Varazze, in Liguria, con il muro di sostegno in serpentinoscisto verde.

Viliana Trombetta (Dipartimento di Comunicazione del Verona Mineral Show)


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