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E’ morta Miriam Makeba, la donna che con la sua voce e la sua musica ha combattuto l’apartheid nel proprio Paese.

miriam makebaStava finendo di  salutare il suo pubblico al concerto conclusivo degli Stati Generali della Scuola di Castel Volturno, quando ha perso i sensi e non si è più risvegliata. La serata era dedicata a quei ragazzi africani caduti sotto i colpi della camorra nell’ultimo anniversario di San Gennaro, sopra un palco a Baia Verde, a pochi metri da dove fu ucciso l’imprenditore Domenico Noviello che si era opposto al racket e dove  qualcuno ha avuto anche l’ardire di chiedere il “pizzo” per l’allestimento.
Miriam Makeba, (Johannesburg, 4 marzo 1932)Mama Africa aveva la febbre da qualche giorno, ma non si è risparmiata neanche in questa occasione.  Ha cantato a piedi scalzi, per una data “speciale”, fuori dal suo tour europeo, spinta dalla forza delle sue idee: che razzismo e camorra si possano combattere restando tutti uniti. Lo ha detto anche qui, in una sala intitolata a Giovanni Paolo II, davanti a tante famiglie africane con tanti bambini italiani d’Africa: «Non bisogna camminare da soli, bisogna camminare insieme».
Miriam Makeba la musica l’ha sempre usata. Quando si è esibita in “My wonderful mama” é  stato un momento di grande intensità, culminato in una standing ovation.  Poi ha abbracciato bimbi, parlato con tutti, si è messa in posa per le fotografie, estremamente disponibile come sempre.
Antonio Casale, direttore del Centro Fernandes, nel presentarla, ha detto che in queste terre c’è bisogno di una “mamma” come lei. Di un sentimento “materno” che metta pace tra le persone. Qui la pace non c’è. Miriam Makeba ha compiuto il suo ultimo “miracolo”, ieri pomeriggio, portando la gioia anche in mezzo ai soldati appostati sulla Domiziana e col mitra in mano.  La forza della sua musica adesso, sarà la forza di tutti quelli che vorranno ancora camminare insieme. Con lei. La loro mamma.


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